Il caso
Sfrecciavano all'impazzata. Facendo rombare i cavalli. E, d'altra parte, con quei bolidi - Porsche e Audi R8 - si può pestare sull'acceleratore facendo schizzare il contachilometri. Fino a vette che hanno dell'incredibile: un gruppo di cinque «piloti» dal piede pesante, tra cui in particolare un 48enne toscano che avrebbe superato i 300 all'ora sull'A15, almeno secondo quanto aveva rilevato la polizia stradale. Ma se il reato di attentato ai trasporti di cui era accusato l'uomo dei 300 all'ora è caduto, come chiesto peraltro anche dal pubblico ministero, in tre (visto che uno del gruppo è stato assolto e per un altro imputato si è proceduto separatamente) sono stati condannati dal giudice Paola Artusi a 8 mesi, oltre che alla sospensione della patente per 3 anni. Il reato? Aver (abbondantemente) superato i limiti di velocità previsti dal Codice della strada, violando così anche le norme di prudenza. Il pm Antonella Destefano aveva chiesto due mesi in meno.
Nessun attentato ai trasporti, dunque, ma una gara sulla statale della Cisa, nel tratto del comune di Berceto. Una sfida tra i tornanti andata in scena nell'estate del 2019: per questo, sono stati condannati il 48enne toscano, un 62enne suo corregionale e un milanese di 58 anni. Quel 22 agosto avrebbero fatto scaldare i motori per un po' e poi si sarebbero dati battaglia a suon di accelerazioni improvvise, sorpassi, impostazioni di traiettorie anche in tratti in curva. Alla guida dell'Audi R8, il 48enne, mentre gli altri due erano al volante della loro Porsche. Nessun incidente, ma forse si è trattato solo di fortuna.
L'unica gara per cui i tre sono stati condannati. Eppure, pare che il 48enne e un amico (quello la cui posizione è stata stralciata) non fossero nuovi a certe scorribande. Negli anni precedenti e anche dopo quella sfida dell'agosto 2019 avrebbero amato far rombare i loro bolidi sull'A12, oltre che in alcune località della Versilia. Ma - almeno per ora - quella sulla Cisa resta l'unica gara per cui sono stati «incastrati».
G.Az.
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