×
×
☰ MENU

Strada Baganzola

Vandali al ponte dei defunti: spariti fiori, foto e lettere

Vandali al ponte dei defunti: spariti fiori, foto e lettere

02 Novembre 2024, 03:01

Arriva in bicicletta e prima di attraversare il ponte si ferma e si fa il segno della croce: «Sono venuto a trovare il mio medico, scomparso qualche anno fa - dice Celestino Gardella -. Ha fatto del bene a tante persone e le sue ceneri sono state sparse nelle acque del canale».

Siamo sul ponte dell'Abbeveratoia, su strada Baganzola, uno dei luoghi in cui è permesso disperdere le ceneri dei propri cari: «Prima c'erano attaccate tutte le foto dei defunti che qui riposano - continua Celestino -. Non solo: c'è chi lasciava un fiore, chi una lettera e chi un oggetto simbolo. Ma ora non c'è più niente: cosa sarà successo?».

Sul ponte dei ricordi non è rimasto più nulla, nessuna traccia che ci parli di quelle persone scomparse, a parte una targhetta inchiodata. E tra la gente che in questo posto ha lasciato un pezzo del proprio cuore c'è tanta indignazione. Addirittura, vicino all'acqua del canale ci sono mazzi di fiori finti, vasi e altre cose, che prima avevano un significato profondo per molte famiglie, ma che ora qualcuno ha buttato quasi fossero rifiuti: «Il Comune non ha dato l'ordine di cancellare questi ricordi - assicura l'assessore del Comune Caterina Bonetti -. Per cui non sappiamo chi possa essere stato». L'atto vandalico, perché è di questo che si tratta, è accaduto circa 20 giorni fa, quando gli uomini del Consorzio della Bonifica parmense hanno trovato all'interno della recinzione dell'impianto che regola uno degli snodi idraulici più importanti del comprensorio fiori e foto tutti rotti, così per sicurezza hanno dovuto eliminare tutto, anche perché con il maltempo non ci sarebbe stato più niente da salvare. Dispiace però che i soliti ignoti questa volta se la siano presa con chi non c'è più e con tutte quelle persone che periodicamente vengono su questo ponticello a dire una preghiera per il proprio caro: un'offesa agli affetti più intimi.

«Forse - suggerisce Celestino Gardella - si dovrebbe trovare un altro posto per spargere le ceneri dei defunti. Anche perché qui c'è tanta gente che nelle belle giornate usa questo sentiero per le passeggiate col cane o per fare sport. Servirebbe un luogo più silenzioso e più curato: ci sono tanti rifiuti in giro. Sarebbe bene che si trovasse un posto custodito».

E infatti sul ponte dell'Abbeveratoia è un viavai di gente che corre, che transita col monopattino e che cammina a passo veloce. A un certo punto arriva anche un ragazzo con le canne da pesca e si mette sotto il ponte, non lontano da quei fiori buttati tra l'immondizia. Un luogo in cui diventa davvero difficile potersi ritagliare una mezz'ora in solitudine per rivolgere un pensiero a chi non c'è più. Anche le «isole» lì attorno, i canali e i boschetti andrebbero educati: purtroppo la vegetazione è cresciuta senza controllo e tra il verde compaiono solo plastica, bottiglie e cartacce. E se non fosse per i residenti che ogni tanto curano questi canali per ripulirli dagli arbusti selvaggi e per gli uomini della Bonifica parmense che cercano di raccogliere la sporcizia che l'inciviltà abbandona, la situazione del ponticello dell'Abbeveratoia sarebbe ancora peggiore. E pensare che sarebbe un luogo così bello dal punto di vista naturale, ma forse non così appropriato per spargere le ceneri delle persone scomparse. Proprio come dice Celestino Gardella. E l'assessore ai Servizi cimiteriali del Comune Caterina Bonetti conferma: «Ci sono altri posti in cui è possibile disperdere le ceneri: a Marore c'è la fontana della dispersione, dove c'è pure un laghetto, e stiamo lavorando per creare uno spazio alla Villetta. A Valera, invece, c'è un'area dove conservare le urne». Ma si possono mettere foto e altri oggetti in luoghi come il ponticello dell'Abbeveratoia? «Al più presto posizioneremo un cartello per segnalare che non si tratta di un'area sorvegliata - continua l'assessore Bonetti -: la dispersione in natura non prevede che vengono posizionati foto o ricordi in quel preciso luogo e anche il ponticello dell'Abbeveratoia non è un posto adibito a questo scopo. Chi decide per la dispersione in natura lo fa perché in quello spazio non c'è la necessità di lasciare un segno tangibile della persona scomparsa; se invece si desidera uno spazio di ricordo, è bene decidere per il cimitero o per un'area sorvegliata, perché altrimenti possono portare via qualsiasi cosa».

La dispersione delle ceneri è consentita solo per volontà del defunto o per decisione dei famigliari: «In questo senso, una procedura identica a tutte altre le pratiche funerarie - conclude Bonetti -. La dispersione non può avvenire in autonomia, serve sempre un addetto comunale: prima di tutto occorre rivolgersi al nostro servizio cimiteriale, all'Ade, che ha tutte le direttive per fare questo tipo di sepoltura. In seguito alla cremazione, quando si ricevono le ceneri bisogna prendere appuntamento con il responsabile, che deve certificare la dispersione avvenuta. E non si possono disperdere le ceneri dove si vuole, ma bisogna rispettare i luoghi consentiti dal Comune di appartenenza. Oppure si tiene l'urna sigillata in casa. Se invece si decide di disperdere le ceneri in un altro comune, bisogna sempre rivolgersi al nostro servizio cimiteriale, che poi si mette in comunicazione con il servizio dell'altro comune, che garantirà un responsabile perché tutto avvenga in maniera corretta: l'atto va sempre certificato. In tutti i modi, sconsiglio di mettere foto e ricordi sul ponticello dell'Abbeveratoia, proprio perché non è sorvegliato: è solo un luogo in cui si possono disperdere le ceneri».

Mara Varoli

© Riproduzione riservata