LUTTO
Definirlo «pramzàn dal sas» è poco. Ci vorrebbe una definizione ancora più marcata per sottolineare la parmigianità di Vincenzo Greci venuto a mancare nei giorni scorsi all’età di 94 anni.
Nativo di borgo Poi, nel cuore «de dla da l’acua», un nonno che fu uno degli stallieri di Maria Luigia, oltre i tanti meriti che ha avuto nella sua vita (un bravo padre, un ottimo marito, un valente artigiano e un galantuomo), fu pure il fondatore del circolo «Inzani». Giovanissimo, Vincenzo, iniziò a fare il garzone di un orologiaio nel suo «de dla da l’acua», ossia nella bottega di Larini in via Rodolfo Tanzi. Poi passò l’Enza ed emigrò a Reggio Emilia (solo per lavoro) essendo stato assunto in un laboratorio di argentatura e doratura. Un’ arte che apprese alla grande tanto da aprire in strada Bixio un proprio negozio dietro il cui banco restò tutta la vita. Nel 1948 la coraggiosa idea (a quei tempi in una Parma ancora sconvolta dalla guerra) di fondare una realtà sportiva molto attenta alle problematiche sociali che, in quel momento particolare, erano moto avvertite. Nacque dunque l’«Inzani»: un circolo, una storia. Il sodalizio emise i suoi primi vagiti in una stanza di piazzale Inzani, esattamente «in-t-la ca’ ädla Jòne ». Dopo qualche anno il trasferimento, nello stesso piazzale, in locali dello stabile dov’era ubicato il ristorante «da Aldo al mat», quindi, la spaziosa e storica sede nell’Ospedale Vecchio in strada D’Azeglio per poi stabilirsi definitivamente, nel 2000, in via Moletolo in un rustico riattato immerso nel verde. Una realtà che, attualmente, può vantare tante attività: calcio, ginnastica artistica, pallavolo, pesca, ciclismo, judo, tennis, sci per un totale di oltre un migliaio di soci. A presiedere questa galassia parmigiana dello sport Sergio Greci, figlio di Vincenzo, il quale si può dire che nel circolo oltretorrentino ci è proprio nato, o quasi. Infatti, la mamma Edda, quando Sergio aveva pochi mesi, molte volte con il bambino in spalla, saliva le antiche scale dell’Ospedale Vecchio, dov’era ubicata la sede dell’«Inzani», per recarsi dal marito sempre indaffarato ad organizzare tornei sportivi, fiore all’occhiello dell’associazione. Uomo di sport da sempre, in gioventù, Vincenzo, si distinse, con Guido Sani, nelle corse campestri organizzate da Carlo Serioli, indimenticato presidente del Coni. Vincenzo Greci è stato un alfiere dell’ultima parmigianità come i compianti Corradone Marvasi e Berto Michelotti e, questo amore per la sua città, lo ha trasmesso al figlio Sergio il quale, per quanto concerne l’attaccamento verso Parma, non è certamente da meno del padre. Tifoso del Parma, Vincenzo, ma con il cuore che gli batteva per il grande Torino, adorava la famiglia e la domenica, per lui, era un sacro rito trascorrerla con i propri cari coi piedi sotto la tavola gustando i piatti della nostra tradizione tra i quali quella «buzéca», abbondantemente «spolverata» di «parmigiano», che figurava tra i suoi cibi preferiti. Era amato e stimato da tutti, Vincenzo, per il suo carattere solare, simpatico e leale E’ stato chiesto al figlio: che carattere aveva il papà? Risposta : «L’era un pramzàn».
Lorenzo Sartorio
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