INTERVISTA
Frizzante, dalle mille risorse e parmigiana doc: Martina Catuzzi calcherà le scene del Colonne28 domenica alle 21 portando il suo ultimo lavoro «Satira sui deboli». In attesa dell’appuntamento a borgo delle colonne organizzato da «the Comedy club» e «Santeria», abbiamo fatto qualche domanda a Martina.
Un grande successo fra TV e web, ma per chi non la conoscesse ancora che direbbe di sé?
«Mi chiamo Martina Catuzzi e sono un’attrice di teatro. Nasco come attrice proprio a Parma presso la compagnia Rodisio e mi trasferisco a Bologna dove studio all’accademia di teatro Galante. Volendo fare di questa passione che mi porto dietro sin da ragazzina un lavoro mi sposto nella grande Roma. Mentre continuavo a lavorare come attrice, ho iniziato a scrivere un blog di racconti comici che ha raggiunto un buon seguito. Durante un Open Mic [serate in cui i comici possono presentare 5 minuti di testo] c’erano tra il pubblico quelli di Comedy Central e sono stata presa dopo pochissimo nel loro gruppo. Posso dire che è iniziato tutto così un po’ per caso: io nasco come scrittrice a livello comico».
Un caso dove sicuramente hanno peso il talento e una scelta curiosa verso la scrittura: che rapporto c’è con quest’ultima?
«Nonostante il teatro sia la mia passione e gli debba tutto, sentivo l’esigenza di mettere davanti me stessa: forse un ego non so, volevo dire cose mie e non dipendere da autori o da registi. Provo da sempre questa esigenza di esprimermi sia nella scrittura che in maniera diretta sul palco senza censura. Voglio essere veramente libera e dare voce pure a quelle parti che in genere sono più censurate nella comicità. Questo spettacolo si chiama “Satira sui deboli” e nasce da una rabbia atavica che mi porto dentro e solo sul palco riesco a sfogare. Nella scrittura sono sempre molto diretta: so che posso risultare abbastanza “forte” ma credo di dover essere sincera. Solo se sono autentica posso fare la differenza: voglio che le persone riconoscano uno stile e anche le cose forti dette non sono mai gratuite. Penso da sempre che se c’è censura non ci possa essere arte e che se stai bene con la tua sensibilità facendo le cose in maniera sincera tu possa parlare di tutto».
Siamo in trepidazione per questo suo arrivo, o meglio, ritorno a Parma. Come si sente nel tornare dove tutto è iniziato?
«Sono molto felice di venire a Parma ed è scontato, ma sono pure molto preoccupata perché voglio fare bella figura davanti alla mamma e agli ex-compagni di liceo. Quando ero piccolina non vedevo l’ora di andare via da Parma, sentivo il bisogno di vedere tante cose e la città mi andava stretta… oggi mi manca terribilmente questa realtà piccola con il suo teatro locale. Penso spesso a quando ero una ragazzina, recitare non era una professione e tutto era ancora possibile: ho una grande nostalgia del parco Ducale dove recitavo con la compagnia de “I funamboli”. In quel gruppo venivamo tutti da realtà piccoline e siamo diventati grandi, abbiamo realizzato i nostri sogni. Parma è nel cuore e, questo lo dovete scrivere, vorrei che il sindaco mi chiamasse ad accendere le luci dell’albero di Natale. Voglio la mia foto mentre accendo l’albero in piazza e celebro il mio ritorno in città».
Alessandro Frontoni
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