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Nel 1985

Parma siberiana, quarant'anni fa la storica nevicata

Parma siberiana, quarant'anni fa la storica nevicata

16 Gennaio 2025, 03:01

Esattamente quarant'anni fa, una «coperta» bianca ricopriva l'intera città. Ne parlano tutti ancora oggi della «storica nevicata del 1985».

In quel 16 gennaio «indimenticabile», Parma si è trasformata, bloccata, paralizzata a causa del freddo, ma soprattutto dei centimetri e centimetri di neve caduti. I ricordi e le immagini storiche riportano indietro nel tempo. Nelle foto in bianco e nero (molto più bianco, che nero, per ovvi motivi) della Gazzetta di Parma, ecco rievocate le strade impraticabili, gli spazzaneve continuamente al lavoro, le macchine parcheggiate che scompaiono sotto alla coltre soffice.

Meno «poetica» è la concretezza della quotidianità di quelle ore: due giorni di fila di tormenta di neve avevano trasformato le strade in vere e proprie lastre di ghiaccio, separate solo da due «binari» che si erano formati dall'andirivieni dei mezzi. Tutte le vie secondarie, invece, erano diventate totalmente impraticabili, impossibili da «sgomberare». Impossibile anche uscire dai garage e dai sotterranei. Impossibile liberare le macchine parcheggiate in strada, «sepolte» da mezzo metro di neve.

L'unico modo per potersi spostare era a piedi. Anche perché - lo avevano capito bene gli automobilisti a loro spese - il gasolio era gelato in molte macchine a causa della paraffina che aveva all'interno. E così, come raccontano le cronache, molti cittadini si erano «arrangiati» con i metodi più improbabili: c'erano persone che avevano provato a scaldare l'auto con stufette per cercare di farla ripartire (con scarso successo). Mentre sul vetro interno già si era formata una lastra di ghiaccio.

Così, ecco l'assalto ai mezzi pubblici e ai taxi. Non senza disagi. Nella pagina della «Gazzetta» del 17 gennaio 1985 dedicata proprio alla cronaca di quelle ore, si può leggere: «Alle fermate degli autobus si sprecavano le imprecazioni: autobus stracolmi che non si arrestavano alle fermate, «passaggi» che solitamente sono di dieci minuti hanno anche toccato i 40 minuti». E in molti casi «i passeggeri sono stati invitati a scendere e a spingere l'autobus che si era bloccato in mezzo alla neve». Scene da film. Come il laghetto del Parco Ducale, che ghiacciato, si era trasformato in una perfetta pista da pattinaggio per molti.

Le scuole, ovviamente, erano rimaste chiuse, per decisione del provveditore scolastico Romano Adelgardi, il giorno successivo, il 17 gennaio. Tranne la maggior parte degli asili nido e delle scuole d'infanzia comunali, che erano rimasti aperti. In questa città «sommersa» e paralizzata era anche partita la caccia alle catene per le ruote delle macchine e agli spray antigelo. Qualche negozio aveva fatto «affari d'oro» come titolava il nostro giornale: i venditori di moon-boot, catene, spray, spazzole per raschiare il ghiaccio dai vetri delle auto. Per l'equipaggiamento «sciistico» (tute, scarponi, accessori per ripararsi dal freddo) si era registrato un «tutto esaurito». Qualcuno ne aveva anche approfittato aumentando i prezzi, che avevano raggiunto cifre stellari. Era stato un gennaio difficile, in cui l'osservatorio meteorologico cittadino aveva segnato temperature record: le minime raggiunsero i -27 gradi al Campus universitario (misurati a 20 cm dal suolo) e -18 gradi in città. Una Parma freddissima, completamente ricoperta di neve, che oggi, a distanza di 40 anni e un riscaldamento globale, ci sembra parecchio lontana. Anche se tutti se la ricordano bene, questa Parma quasi siberiana.

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