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Al Parmigianino

Ricordando Carolina, vittima dei cyberbulli: « Praticate il rispetto»

Ricordando Carolina, vittima dei cyberbulli: « Praticate il rispetto»

31 Gennaio 2025, 03:01

La voce di un padre in missione da oltre dieci anni, per ricordare sua figlia e proteggere i più giovani dal pericoloso fenomeno del bullismo. E’ la storia di Paolo Picchio, che da Novara porta nelle scuole italiane il racconto legato alla figlia Carolina, morta togliendosi la vita nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2013, per alcuni video compromettenti diffusi sul web.

Un trauma enorme per la 14enne piemontese, che, prima di gettarsi dalla finestra di casa sua, trovò la forza di denunciare quanto successo, diventando successivamente la prima vittima accertata di cyberbullismo. Nei giorni scorsi Paolo Picchio ha parlato ai ragazzi delle classi terze dell’Istituto Parmigianino, in occasione dell’incontro all’auditorium Cocconi, dal titolo «Un abbraccio vale più di 1000 like». Collegati online anche gli altri studenti dell’istituto, che hanno potuto ascoltare il racconto duro e toccante di Picchio, in occasione della Giornata mondiale del Rispetto. «Per noi questo rappresenta un momento importantissimo -ha commentato il dirigente scolastico dell’Istituto Antonino Candela - perché da tempo svolgiamo un’attività intensa sulla riflessione, soprattutto sul tema che oggi affrontiamo». L’evento fa parte delle numerose iniziative portate avanti da Paolo Picchio e dalla Fondazione Carolina, nata nel 2018, che ogni anno incontra oltre 80mila ragazzi per prevenire e curare i possibili disagi causati dal web e dai social media. «Lavoriamo soprattutto nelle scuole - ha spiegato Paolo Picchio-, ma anche nei centri sportivi, negli oratori e con le squadre di calcio giovanili e femminili, come la Juventus. A mia figlia posso dire solo grazie, perché lei ha dato un messaggio, ha scritto una lettera fortissima prima di togliersi la vita, che ha lasciato ai giovani».

Le parole del padre di Carolina agli studenti rappresentano un urlo di dolore, ma soprattutto un urlo di forza e coraggio, per sensibilizzare i ragazzi sui pericoli del web. In vigore dal 2018, la legge 71, la prima in Italia e in Europa di educazione e prevenzione del cyberbullismo, rappresenta uno dei risultati raggiunti grazie al messaggio di Carolina e al lavoro del padre Paolo, che invita i giovani a denunciare gli episodi di violenza, senza rimanere nell’omertà: «Se qualcuno avesse aiutato Carolina, oggi sarebbe qui con me».

L’incontro di ieri fa parte del progetto dell’Istituto «Parmigianino», dal titolo «Prevenire ed educare alle relazioni», che è stato portato avanti dalle due insegnanti Antonina Foderà e Lucia Bertozzi.

Le docenti hanno coinvolto diversi studenti per affrontare insieme il tema del cyberbullismo, come ha spiegato la 13enne Marta, rappresentante d’istituto: «Siamo molto fieri di poter parlare di questi temi importanti, a volte trascurati. Penso che bullismo e cyberbullismo siano fenomeni terribili, e spero che prima o poi possano essere eliminati per il bene di tutte le persone».

Gli studenti stanno lavorando anche su un altro progetto legato alla violenza, che sarà realizzato in occasione della giornata dell’8 marzo. «Abbiamo deciso di promuovere un’iniziativa -ha raccontato la giovane Ada, rappresentante d’istituto-, per ascoltare la storia di una donna che si è suicidata per colpa del fidanzato. Ce la racconterà la sua migliore amica, un’attrice, che paragona la vita della vittima a quella di Van Gogh: anche lui si tolse la vita proprio per colpa della società».

Pietro Amendola

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