Il bilancio
Comprare quel jeans visto in vetrina e tanto desiderato, finalmente scontato.
Così sono, per lo più, gli acquisti dei parmigiani durante i saldi, secondo i commercianti della città: «A colpo sicuro e per acquistare qualcosa di necessario: puntando sempre alla qualità del prodotto». Lo rivela anche lo studio condotto da Ascom e Federmoda Parma, che spiegano il «fenomeno saldi invernali» con numeri e percentuali: l’analisi rileva un dato sostanzialmente spaccato in due: se il 49% degli intervistati rileva vendite in calo, il restante 51% rileva vendite stabili (26%) o in aumento (25%) rispetto a gennaio 2024.
In concreto, cosa significano questi dati? «Pur trattandosi di un periodo ancora importante per il settore abbigliamento, calzature e accessori – commenta Patrizia Punghellini presidentessa Federmoda Parma – quello che rileviamo nel complesso è un radicale cambiamento nelle abitudini di acquisto dei consumatori dovuta in parte al potere d’acquisto in flessione e, dall’altra, ai mutati interessi ed esigenze di acquisto con una conseguente minore attrattività dei saldi in sé». In sostanza: «I clienti cercano l'affare, c'è la caccia al prezzo - informa Renata Ugolotti, del negozio Sugar Blues -, si accontentano anche dell'articolo purché ci sia un buon prezzo e la tendenza al ribasso». Come sono andati i saldi? «Ci siamo salati fuori abbastanza bene, ma dipende dai giorni», aggiunge la negoziante.
Cambiano le abitudini e le esigenze di chi acquista. Molte attività, quindi, cercano di cambiare per riuscire ad adattarsi al «nuovo» mercato. Sugar Blues, per esempio, «avrà un cambiamento totale- rivela Ugolotti - un'immagine completamente diversa: con la nuova stagione ci rinnoviamo, mantenendo la nostra qualità e i nostri prezzi». Qualche negozio, poi, da diverso tempo è sbarcato sui social per mostrare i prodotti in maniera innovativa. Come ha fatto Settebì, in via Farini: «Sulla nostra pagina instagram mostriamo i capi - fanno sapere Kristel e Giulia -: ci differenziamo perché, anche online, riusciamo a dare una consulenza personalizzata ai clienti». Così le vendite oltrepassano i confini. Anche con i saldi. «Abbiamo venduto capi in Svizzera e nel Regno Unito - fanno sapere -: i saldi in città? Buona la partenza, ma i giorni successivi sono stati più tranquilli». Lo conferma anche Manuela Porcari, titolare di Paola e Gianna pelletterie: «Il primo giorno di saldi è andato molto bene - dice -, ma poi si sono fermati: c'è molta calma, sono tutti frenati negli acquisti». Secondo Porcari il problema «è il periodo in cui iniziano gli sconti che è sbagliato e controproducente». Anche in via Cavour, l'affluenza pare diminuita: «Non possiamo lamentarci, i saldi son andati abbastanza bene - informa Rosy Montacchini, di Montacchini -. In questo ultimo periodo l'affluenza è diminuita, ma in generale il bilancio è positivo». Il segreto? «La qualità - rivela - perché paga sempre». E in Ghiaia? «L'inizio è stato positivo, poi c'è stato un rallentamento - racconta Andrea Cesari, titolare di Cesari pelletterie -. Il primo periodo, gennaio, è stato il periodo migliore». Poco più avanti, c'è Ivo Abbigliamento, un punto di riferimento in piazza per i capi da uomo. «Gli sconti sono sempre apprezzati, la gente li aspetta per comprare il necessario e non l'esubero, lo sfizio - fanno sapere i titolari dell'attività -. Anche dieci euro in meno fanno la differenza». Tra gli acquisti più frequenti «i giubbotti, ma anche camicie e pantaloni - raccontano -: in sostanza, l'abbigliamento del quotidiano».
«Se i clienti comprano quello che interessa o ciò che è necessario - commenta ancora Patrizia Punghellini -, anche indipendentemente dallo sconto, allora i nostri negozi devono saper rispondere con strategie mirate e con il potenziamento di quelle che sono le rispettive peculiarità a partire dalla professionalità e dal servizio offerto, che ci valorizza e differenzia rispetto, ad esempio, all’on-line. Non dobbiamo restare immobili di fronte al cambiamento, - riflette -, ma attuare nuove strategie di gestione».
Anna Pinazzi
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