Serie A
«Abbiamo un calendario difficile ma, allo stesso modo, estremamente stimolante. Se i nostri giocatori vogliono dimostrare di essere grandi giocatori e di avere un grande futuro, farlo di fronte a questi avversari credo che sia la cosa migliore». Così aveva parlato, poco prima della partita contro l'Inter, l'amministratore delegato del Parma, Federico Cherubini, subito «accontentato» sul campo dalla squadra che, però, ora non potrà rilassarsi: il concetto, infatti, dovrà valere anche nel trittico Fiorentina, Juventus e Lazio che completerà il tremendo mese d'aprile.
Una prova di maturità importante, in cui non conteranno i precedenti, seppur positivi: finora, è un dato di fatto, il Parma ha indossato il suo abito migliore contro le «big» perdendo, al contrario, punti su punti negli scontri diretti. E ora si ritrova nella condizione tutt'altro che invidiabile di doversi andare a conquistare la salvezza nelle sfide, sulla carta, impossibili.
Un punto a partita
Quelle che, però, paradossalmente gli stanno consentendo di mantenersi sopra la linea di galleggiamento: analizzando le sfide con le prime nove della classifica, il bilancio di tutto rispetto, che sarebbe potuto essere ancora più lusinghiero, recita tre vittorie, quattro pareggi e sei sconfitte, di cui due immeritate maturate interamente in pieno recupero in casa di Napoli e Milan. Tredici i punti raccolti in altrettante partite, in pratica la metà del bottino complessivo in trentuno giornate, a conferma che i crociati si esprimono meglio in un certo tipo di contesti per caratteristiche tecniche, quando possono attendere l'avversario e far male in ripartenza, e una questione di motivazioni che porta a tirare fuori quel qualcosa in più nei grandi appuntamenti.
Approccio e mentalità
Il trend non si è invertito nemmeno sotto la gestione Chivu, imbattuto al cospetto delle compagini più quotate: le buone prestazioni con Bologna all'esordio e Inter non sono minimamente paragonabili, a livello di grinta, voglia e intensità, a quelle scialbe e prive di mordente a Monza e Verona, dove si è giocato a ritmi bassi senza mai provare a cambiare lo spartito. Ora la difficile trasferta di Firenze nella tana della Fiorentina, a caccia di un posto in Europa e che all'andata, nel turno inaugurale al Tardini, soffrì non poco la qualità e la velocità di Man e compagni. Il coraggio e la spavalderia ammirate con l'Inter, corsara a Monaco di Baviera nell'andata dei quarti di Champions, dovranno essere riproposte in maniera più continua nell'arco dei novanta minuti e non basterà limitarsi ad avere una reazione solo in una situazione di svantaggio. Crescere sul piano della mentalità, sfruttare la prestazione di sabato come punto di partenza e non sbagliare l'approccio saranno i capisaldi per reggere l'urto di Kean e compagni nella speranza di allungare a cinque la striscia di risultati utili consecutivi (sarebbe il record stagionale) e ottimizzare una giornata proibitiva nei bassifondi con Empoli, Lecce e Cagliari che faranno visita a Napoli, Juventus e Inter. La salvezza del Parma passa anche dal Franchi.
Marco Bernardini
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