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Il personaggio

Federico Dall'Olio, campione di scherma antica. «Vi racconto la mia passione»

Federico Dall'Olio, campione di scherma antica. «Vi racconto la mia passione»

23 Aprile 2025, 03:01

Fin da piccolo aveva una passione per cappa e spada, sognava di combattere come i cavalieri che affollavano il piccolo schermo. E siccome per lui volere è potere, ci ha provato fin da adolescente a Parma con la scherma olimpica, alla scuola del maestro Marco Melli.

Ma Federico Dall’Olio ha uno sguardo più allargato, ama mordere la vita, fare nuove esperienze e conoscere mondi lontani, nello spazio e nel tempo. Il suo sogno era quello di mettere insieme due passioni: la storia e l’arte del combattimento. Da questo punto di vista la Scozia era il luogo ideale, e da lì è partita la sua ormai lunga avventura nel mondo della scherma storica. Sposato, 36 anni, dal 2019 vive ad Orleans (altro luogo mitico delle leggende medioevali) è manager in un’azienda di servizi a Parigi.

La sua seconda attività (ma la prima per passione) è la scherma storica: «È una disciplina poco nota al grande pubblico - spiega Dall’Olio -ma viene praticata in tutto il mondo e ha un trend in forte crescita. In Svezia la scherma storica fa più numeri di quella olimpica. Non è ancora arrivata alle Olimpiadi, ma non è molto diversa da quella moderna. Certo, abbiamo armi e regolamenti diversi, ma ci sono molte affinità. Infatti anche in Italia si sta mettendo in atto una collaborazione fra le due discipline, cosa che sta già producendo buoni risultati per l’intero movimento schermistico».

Federico oggi è uno degli atleti di punta a livello mondale in questa disciplina. La sua arma di elezione è la spada lunga medioevale, la più usata e spettacolare, regina delle competizioni: «Detta così potrebbe incutere un certo timore – ammette - ma è uno strumento sportivo, non fa male a nessuno, anche se gli incidenti possono succedere come in qualsiasi altro sport. Ho iniziato ad Edimburgo nel 2013 – racconta – poi ho continuato in Italia, in Polonia e in Francia». Federico ha partecipato a tornei in 20 Paesi del mondo, e fra oro, argento e bronzo ha collezionato 60 medaglie in bacheca, partecipando a manifestazioni internazionali con gare da 60 atleti. Quella che luccica di più risale alla Svezia nel 2016: «Era il più grande torneo internazionale, sono uscito vincitore battendo il numero uno al mondo, e sono arrivato a scalare la classifica del ranking mondiale fino a raggiungere il secondo posto nel circuito Hema. Ora sono sotto di qualche posizione al 18° posto mondiale. Non è dovuto al calo dei risultati, nelle gare mi classifico sempre fra i primi 8 e ne vinco parecchie, ma mi penalizza il numero di partecipazioni ai tornei internazionali. Non sono un atleta professionista, quindi devo far convivere la mia attività con il lavoro». L’ultima gara è in Romania, a Bucarest, dove ha vinto tre ori nei tornei di sciabola, spada lunga e avversari multipli.

Dall’Olio combatte anche in Italia nel circuito Csen, e a fine marzo si è aggiudicato la vittoria in un torneo internazionale di prima fascia a Modena. Ma la scherma storica è ancora uno sport di nicchia, per il quale finanziamenti e sponsorizzazioni arrivano con il contagocce: «Ora lavoro per la sala di scherma di Parigi - dice Federico – che mi garantisce almeno un rimborso spese. A questo proposito voglio ringraziare il mio Maestro Jean Francois Gilles, uno dei grandi della scherma storica mondiale, che mi sta seguendo e mi ha insegnato molte cose. Ma collaboro anche con due sale in Italia: la Sala d’Arme dell’Appeso ad Asola, nel mantovano, e la Sala Compagnia delle Due Maestà di Reggio Emilia». Federico Dall’Olio, ormai leader riconosciuto del movimento schermistico, va in giro per il mondo, dal Messico alla Cina e ovunque in Europa per condurre stage di atleti che si avvicinano alla scherma storica, ma presto diventerà papà e tornerà a vivere a Parma con la sua famiglia francese. Ma da qui partirà per nuove avventure: competizione e storia lo attendono in pedana.

Antonio Bertoncini

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