FESTA DELLA LIBERAZIONE
Alle 14,30 un centinaio di ciclisti erano già montati in sella per cominciare la tradizionale pedalata d’impegno civile «Resistere, pedalare, resistere», in occasione della Festa della Liberazione: 20 chilometri di percorso, partendo da piazza Garibaldi e con arrivo a Vicofertile, per rievocare la lotta dei cittadini di Parma e provincia contro i fascisti e gli occupanti tedeschi.
L’iniziativa, parte del programma del Comitato per le celebrazioni, è stata promossa dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma (Isrec) e da Fiab Parma-Bicinsieme, in collaborazione con Legacoop Emilia Ovest. Quest’anno, l’itinerario ha attraversato la città in sette tappe, ognuna legata a luoghi, persone ed eventi evocativi della lotta all’occupazione nazifascista di Parma che si è protratta dal settembre 1943 al maggio 1945: in questi venti mesi la città fu infatti teatro di saccheggi, violenze e soprusi da parte delle truppe tedesche. Si contano inoltre circa settemila soldati italiani radunati alla Cittadella e deportati in Germania.
L’iniziativa si è svolta in contemporanea con le altre sezioni Fiab sparse per la penisola. «È un evento che segniamo sempre sul calendario - ricorda il presidente di Fiab Parma Andrea Calestani -: vediamo che anche quest’anno c’è un folto pubblico, e ne siamo molto soddisfatti».
Le tappe sono state illustrate dal direttore dell'Isrec Marco Minardi: «La prima è piazzale del Carbone, dov’è nato il Comitato di liberazione nazionale (Cnl); poi tappa in borgo Medioevo, dove c’è una trattoria che, tra gli anni ‘30 e i primi anni della guerra, raccoglieva diversi professionisti, tra i quali don Giuseppe Cavalli, che si radunavano per mangiare e discutere di politica; passeremo per borgo del Correggio, dove c’era una casa che il presidente del Cnl affittava per organizzare riunioni o nascondere ricercati; poi, si passa per piazzale Santa Fiore, dove c’era la Caserma della guardia nazionale repubblicana e la sede dei laureati cattolici, che organizzava la resistenza sempre con don Cavalli; poi sarà la volta di borgo Onorio, dove aveva sede la caserma della Guardia nazionale repubblicana fascista, dove i gattisti e sappisti tentarono un attacco; sarò poi la volta della Villetta, dove i ribelli nascondevano le armi; e concluderemo a Vicofertile, dove si rifugiavano molti dei sappisti e gattisti per pianificare azioni contro i tedeschi».
Sara Magnacavallo
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