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FESTA DELLA LIBERAZIONE

«Vite resistenti»: quelle storie memorabili raccontate agli studenti del Romagnosi

«Vite resistenti»: quelle storie memorabili raccontate agli studenti del Romagnosi

26 Aprile 2025, 03:01

L’ottantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo ripercorre la memoria indelebile di quel periodo storico, e lo fa in una situazione geopolitica complessa e ricca di tensioni. A Parma sono state molteplici le iniziative organizzate per il 25 aprile, tra cui quella ospitata mercoledì scorso nel liceo Romagnosi.

«Vite resistenti» è il titolo dell’evento, moderato dal docente Luca Fregoso: un momento di riflessione che la scuola ha voluto dedicare alle storie di donne e uomini della Resistenza, che hanno combattuto a Parma e provincia per il futuro della comunità. «Tutti gli anni - ha detto il dirigente scolastico Pier Paolo Eramo - ci chiediamo come ricordare la storia di cui i muri di questa scuola sono stati testimoni. Al Romagnosi ci sono lapidi e fotografie che ricordano persone significative, che oggi vogliamo raccontare».

Tra gli interventi in Aula Magna, quelli dell’Istituto storico della Resistenza di Parma, con il racconto delle vicende legate ad alcuni personaggi del territorio locale, come Attilio Derlindati, ex studente del Romagnosi, e Giuseppe Barbieri, tra i sette uomini uccisi dai fascisti il primo settembre 1944 nell’eccidio di piazza Garibaldi. Spazio anche alle figure femminili che hanno avuto un ruolo fondamentale in quel periodo, con la narrazione di Giulia Cioci, collaboratrice dell’Isrec: «Dobbiamo parlare al plurale, dicendo quindi “resistenze”, perché le forme di partecipazione alla lotta di Liberazione furono molteplici e variegate».

L’esperienza del partigiano Gavino Cherchi, già docente del liceo Romagnosi, è stata rievocata con il racconto dell’insegnante Cristina Quintavalla, che ha preceduto l’intervento del presidente dell’Anpi provinciale Nicola Maestri. Al centro la storia di Eleuterio Massari, anch’egli tra i sette prigionieri uccisi nell’eccidio di piazza Garibaldi, il cui corpo martoriato venne portato via dalla moglie Livia Rosset. «Per me è uno spaccato di vita familiare all’interno di una storia collettiva. Ho vissuto mio nonno attraverso i racconti dei miei parenti», ha detto Maestri, nipote di Eleuterio Massari.

Il presidente dell’Anpi provinciale ha parlato anche della recente richiesta del governo di celebrare il 25 aprile e gli altri eventi di questa settimana «in maniera più sobria», per il lutto nazionale indetto per la morte di papa Francesco. «Abbiamo trovato la decisione inopportuna, o meglio superflua, perché non ci sono mai state celebrazioni chiassose per questa giornata». «E’ anche un momento politico per alcuni - ha aggiunto il direttore dell’Isrec Parma, Marco Minardi - e quindi diventa un momento di dibattito. Il 25 aprile è un giorno importante per il nostro Paese, e gli italiani lo celebreranno come vorranno, anche per ricordare la nostra provincia, con gli oltre 900 caduti in montagna».

Pietro Amendola

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