violenza
Ricordate? Un tempo i ragazzini che passavano le ore sotto le finestre dei palazzi infastidendo gli abitanti con schiamazzi e partite a calcio rischiavano rimbrotti e, al massimo, di vedersi portare via il pallone dal residente più iracondo della scala. Questo era il passato però. Oggi a dover fare molta attenzione sono gli adulti che si affacciano e protestano: se non stanno attenti, rischiano di essere aggrediti e non solo a parole. E pure finire in ospedale.
Proprio quello che è accaduto giusto un paio di giorni fa nel quartiere Parma Mia, tra via Spezia e la tangenziale, dove un 55enne è stato portato al Maggiore con una ferita alla testa. La sua colpa? Avere chiesto ad un gruppo di ragazzi, peraltro molto giovani, di smetterla di urlare e dare fastidio nel giardinetto sotto casa. Loro lo hanno offeso e insultato, lui ha reagito. E quelli lo hanno preso a bastonate.
Come detto, è accaduto poco prima della 20, in un'area verde di Largo 12 Dicembre 1969, a fianco di strada Guidorossi che si trova al centro di un gruppo di palazzine.
«Si tratta di una zona privata ma non chiusa da cancelli - spiega una residente.- In teoria potrebbe trattenersi solo chi abita in questi palazzi, ma da tempo è diventato il punto di ritrovo per molti ragazzi che non abitano nemmeno qui intorno».
Sono giovani, lasciamoli fare, si potrebbe dire. E questo hanno pensato gli abitanti fino a quando quel gruppo ha iniziato a diventare molesto. «Fanno rumore e danneggiano gli arredi, mangiano e bevono lasciando in giro sporcizia e bottiglie. E la situazione sta peggiorando decisamente». Secondo le testimonianze, quei giovani sono diventati sempre più molesti: e chi osa riprenderli rischia. «Una signora di recente è stata coperta di insulti e minacce solo perché si è affacciata al balcone. E poi l'altra sera questa aggressione». L'uomo, esasperato dal coro di offese, sarebbe stato affrontato e preso a bastonate in testa. E il sangue ha iniziato a scorrere. «Lui ne ha inseguito alcuni e lo dimostra la scia rossa rimasta a terra. Fino a quando ha ceduto e non è più riuscito a rincorrerli». Sono allora partite diverse chiamate al 118 e sul posto è arrivata un'ambulanza seguita, poco dopo, da una pattuglia del 113. «Quelli però erano già scappati. Alcuni a piedi, altri sul bus che ferma proprio di fronte e altri a piedi. Ma adesso molti di noi hanno paura».
Ovviamente sono in corso accertamenti per arrivare ai responsabili ma intanto si sta pensando di «blindare» la zona provando a impedire il bivacco e la sosta. «Questa è sempre stata una zona molto tranquilla e vorremmo lo rimanesse», è lo sfogo di un abitante che chiede più presenza e controlli. «A terra sono rimaste le tracce di sangue e ogni volta che passo mi spavento di nuovo», è la conclusione. «E ogni volta che sento urlare nel parchetto sotto casa penso che mi conviene fare attenzione. E non espormi: perché non si sa mai».
Luca Pelagatti
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