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Polesine Zibello

Addio a Gian Carlo Concari, l'infermiere legato alla Bassa

Addio a Gian Carlo Concari, l'infermiere legato alla Bassa

13 Maggio 2025, 03:01

Una vita spesa a servizio delle persone più fragili e più bisognose di cure, con una generosità autentica ed una solidarietà sempre nata dal cuore, spinto dalla profonda fede cristiana, con un sorriso per tutti. Così, in poche parole, si potrebbe tratteggiare e riassumere la figura di Gian Carlo Concari, mancato domenica all’età di 90 anni.

Una vera e propria «memoria storica» della Bassa, nato in campagna, a Frescarolo di Busseto, in una famiglia di agricoltori, e vissuto sempre in campagna, in piazza a Zibello, fortemente legato alla famiglia, al lavoro e alla sua terra.

Un uomo buono, di speciale sensibilità, capace di una battuta con tutti, sempre pronto a prodigarsi per chi poteva avere bisogno del suo aiuto. Lo ha fatto, soprattutto, nei tanti anni di attività da infermiere alla Casa protetta «Dagnini» di Zibello (all’epoca denominata ospedale civile): un mestiere che ha vissuto come una autentica missione.

Uomo instancabile, in gioventù era stato sagrestano della chiesa parrocchiale di Frescarolo (il suo paese di origine e dove riposerà) e dopo il suo trasferimento a Zibello ha sempre dato man forte anche alla parrocchia rivierasca.

Costante è stato anche il suo impegno nell’attività commerciale di famiglia, storico negozio di calzature (che svolge da sempre anche attività ambulante), a lungo gestito dalla moglie Maria Pia (mancata anni fa) ed oggi invece condotto da Fabio (uno dei due figli) e dalla nuora Silvia. Molto stimato in tutta la zona, si è sempre distinto per quei valori di umanità, sensibilità, onestà e generosità (che si manifesta ora anche nell’ultimo suo cammino con le eventuali offerte che saranno devolute all’Avis) che lo hanno costantemente animato. Gian Carlo Concari ha lasciato i figli Daniela e Fabio con Silvia e Viola, i sognati ed i nipoti. Oggi, martedì 13, alle 10.30, si tengono i funerali nella chiesa parrocchiale di Zibello.

Paolo Panni

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