×
×
☰ MENU

Lutto

Ombretta Franchini, per tanti anni il cuore dell'Avis 

Ombretta Franchini, per tanti anni il cuore dell'Avis 

14 Maggio 2025, 03:01

Per tanti anni è stata l’anima ed il cuore dell’Avis. Con Ombretta Franchini, deceduta nei giorni scorsi all’età di 77 anni, è venuto a mancare un pilastro dell’Avis di Parma. Quell’Avis dei tempi pionieristici della donazione di sangue, quell’Avis dei primi donatori quasi tutti facchini «dla Giära», protagonisti delle donazioni «braccio a braccio», uno fra tutti Giuseppe Varesi che, nel 1947, contava diverse centinaia di donazioni, quando, ai tempi, si donavano quantità inferiori alle attuali. Quei donatori che, terminata la donazione, si corroboravano con «‘na cartàsa äd cavàl pisst» e un «scudlén äd lambrùssc» per poi subito riprendere il loro duro lavoro.

Ombretta, figlia di Mario e nipote di Enzo Franchini, anch’essi pionieri dell’Avis negli anni '50, era cresciuta in quell’ambiente. Infatti accompagnava, fin da bambina, il padre all’Avis in ospedale, dove era in funzione il vecchio Centro trasfusionale sistemato nei seminterrati del padiglione Cattani, mentre al piano rialzato era ubicato il Pronto soccorso.

Giovanissima, alla fine degli anni '60, fu assunta dall’Avis comunale, quando la sede era ancora all’interno dell’ospedale per poi proseguire il suo prezioso lavoro nella nuova sede di via D’Azeglio 64 inaugurata nel 1971 e guidata da Corrado Mingori. Patrizia Campanini, che è stata collega di Ombretta trascorrendo 40 anni al suo fianco come dipendente e una decina d’anni, quando entrambe erano volontarie, ricorda Ombretta con grande commozione. «Eravamo come sorelle - afferma Patrizia -, ci volevamo bene e abbiamo condiviso gran parte della nostra vita. Le sono stata vicina anche in questi ultimi anni per quel che ho potuto e la sua scomparsa è stata una grande sofferenza anche per me». Ombretta e Patrizia, quando l’Avis non aveva ancora le attuali dimensioni, ricordavano a memoria tutti i nomi e cognomi dei donatori e, addirittura, il gruppo sanguigno. Luca Asinari, presidente di Avis comunale, ricorda con commozione i tanti momenti di vita associativa trascorsi con Ombretta e Patrizia che definisce «due persone straordinarie».

Doriano Campanini, già presidente e ora vicepresidente di Avis comunale, ricorda che Ombretta e Patrizia erano i punti di riferimento nonché la memoria storica avisina «testimoni - osserva Campanini - di un passato non sufficientemente valorizzato da una valida documentazione per quei valori che Avis ha profuso nella nostra città. E fu per questo motivo che realizzammo, in occasione del 65° anniversario avisino, un libro che raccontasse tutta la storia dell’Avis parmigiana. Per questa pubblicazione basilari ed indispensabili furono le testimonianze e gli amarcord di Ombretta e Patrizia». Anche gli ex presidenti Cristina Sassi, Luigi Mazzini, Giancarlo Izzi, il presidente provinciale, recentemente eletto, Roberto Caselli e il presidente provinciale uscente, Roberto Pasini, hanno espresso il loro cordoglio evidenziando la figura e il prezioso lavoro di Ombretta.

Il presidente dell’Avis Pablo, Rino Amadasi e la vicepresidente Milena Consigli hanno ricordato Ombretta sottolineandone il fraterno legame rafforzato dal fatto che il padre Mario fu presidente del gruppo così come lo zio Enzo era stato presidente dell’Avis dipendenti comunali. Era molto legata alla famiglia, Ombretta, alla quale testimoniò tanto amore trasmettendo soprattutto anche grandi valori.

Lorenzo Sartorio

© Riproduzione riservata