Chiusa l'area cani
Artù e il suo proprietario, Alessandro, sono immobili davanti al cancello dell'area cani del parco Martini: «Per un bel po', è certo, qui non ci metterò più piede», dice il ragazzo. Davanti a loro, un avviso e il nastro bianco e rosso, che delimita la zona: «Attenzione - si può leggere - sono state rinvenute sospette esche avvelenate nel parco Martini». E poco più in basso: «Si consiglia di prestare la massima attenzione».
«Un incubo», come lo ha descritto Alessandro, che «ritorna». Il ritrovamento dell'esca avvelenata risalirebbe a domenica mattina. A raccontare l'accaduto è Elena, una residente che già mesi fa aveva vissuto un brutto episodio con il proprio cane, un segugio, finito in pronto soccorso veterinario dopo aver ingerito, al Parco Ducale, della droga nascosta tra l’erba. «Erano le sette – spiega – ero appena uscita per portare fuori il cane quando ho incontrato una vicina. Era agitata - ricorda-, mi ha detto di aver trovato una polpetta strana dentro il recinto. Abbiamo chiamato subito i vigili, che sono arrivati rapidamente, hanno recuperato il boccone e lo hanno portato ad analizzare. Intanto l’area è stata chiusa, con un’ordinanza che resterà in vigore fino a settembre» (anche se qualcuno ha già strappato il nastro e provato ad entrare: il cancello ora è aperto).
Il problema non si è risolto. «Da allora – denuncia Elena – non è stato fatto alcun intervento di bonifica o verifica più ampia. Nessuno può garantire che non ci siano altre esche nascoste tra l’erba o lungo la recinzione». Basta sbirciare tra la rete metallica dell'area cani per notare che l'erba è stata tagliata solo in alcuni punti: attorno alla fontana, davanti alle prime panchine e attorno ai cestini dell'immondizia. Per il resto, i ciuffi d'erba coprono alcune sedie di plastica e le altre panchine, oramai «scomparse».
Nessuno ha il coraggio di fare passeggiare i cani anche nelle zone limitrofe: «Il recinto è vuoto ma i cani girano nei prati intorno – continua Elena – in mezzo a bambini, biciclette, gente che corre. E se qualcun altro trova un boccone troppo tardi?». L'allarme ha già fatto il giro del quartiere. E adesso? «Aspetteremo le 48 ore per le analisi per vedere se i bocconi erano effettivamente avvelenati - sospira Alessandro mente tiene stretto al guinzaglio Artù -: però sul cartello del Comune c'è scritto che l'avviso sarà valido fino a settembre: e fino a quel momento cosa facciamo? Dobbiamo sperare che non succeda più nulla di grave». E non basta spostarsi in altri parchi: «Anche in strada Quarta è scattato lo stesso allarme - dice Alessandro -: è possibile che non si possa più fare una passeggiata tranquilla?».
r.c.
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