San Leonardo
Gli altri avvisi nella bacheca sono proprio quelli che ti aspetti davanti ad un luogo di culto: la data della processione mariana per il mese di maggio, il programma del grest per l'estate 2025. Ma quello in basso a destra è un cartello che lascia increduli. Perché come dice un passante scuotendo la testa, «una cosa così a San Leonardo non era mai successo».
«Causa reiterati e fastidiosi abusi la chiesa parrocchiale viene aperta solo durante le celebrazioni e la preghiera comune», recita il foglio che poi, in caratteri più piccoli, spiega che volendo, comunque, per le preghiere personali c'è l'oratorio Santa Maria Assunta: «ma occorre suonare alla segreteria e presentarsi».
Chiedere permesso per pregare? A Parma, da qualche giorno, succede pure questo. Anche se il solito cartello spiega che «non dipende dal parroco» che, interpellato, preferisce svicolare: «Non ho nulla da aggiungere, la mia posizione è riassunta in quella comunicazione. Non voglio essere strumentalizzato». Poi, dopo una pausa, prima di abbassare la cornetta, un'ultima frase: «Sono veramente avvilito».
Uno scoramento che nel quartiere tutti confermano. E quelli che meglio conoscono don Mauro spiegano che l'amarezza e lo sconforto di quel sacerdote, peraltro molto amato, vengono da lontano».
«E' successo qualcosa di recente che lo ha profondamente ferito – spiega un commerciante. - Mi ha confidato la sua decisione anche se non mi ha voluto spiegare precisamente cosa sia successo. Ma d'altra parte i problemi si trascinano da tempo».
Situazioni difficili che tanti conoscono così come diversi ricordano l'episodio di qualche tempo fa quando don Mauro era stato minacciato e, si dice, colpito dopo un diverbio con uno dei tanti disperati che gravitano intorno alla parrocchia. Il termine disperato non è stato usato a caso.
«Purtroppo ci sono molti tossici che sopravvivono nel quartiere – raccontano alcuni residenti che indicano anche il cortile a fianco della chiesa come una delle zone più frequentate. - Ci sono persone che si nascondono qui per fumare il crack e anche per questo il sacerdote è stato costretto spesso a chiudere l'accesso a quest'area». E che ci sia un viavai di tossici lo dimostrano le inequivocabili bottigliette di plastica fasciate di stagnola usate per assumere la droga sparse in giro. «Per carità, le forze dell'ordine passano e fanno controlli. Ma qui la sensazione è che la situazione dell'ordine pubblico stia sfuggendo di mano. E la decisione di chiudere la chiesa sia solo uno degli indicatori. E neppure il più grave», è l'amare conclusione.
Tutti infatti ricordano quando, non troppo tempo fa, qualche sconosciuto ha forzato il tabernacolo rubando un calice dorato e buttando per aria le ostie qui in San Leonardo o quando nella chiesa del Cristo Risorto sono stati rubati un computer e una carta di credito. Ma di recente si è andati ben oltre i pur gravi furti.
«Sono ovviamente a conoscenza della situazione e ne ho parlato con il parroco - spiega il vescovo Solmi. - La chiesa è stata fatto oggetto di azioni molto gravi e la decisione della chiusura ne è la conseguenza. E' inutile fingere o minimizzare: dobbiamo proteggere le strutture ma soprattutto il parroco e chi frequenta il luogo di culto che per noi dovrebbe sempre essere aperto. Occorre interrogarsi su cosa si possa fare a livello sociale ma anche come affrontare questi gravi problemi».
Luca Pelagatti
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