×
×
☰ MENU

Tennis

I parmigiani applaudono Sinner: «Ma quei tre match point...»

I parmigiani applaudono Sinner: «Ma quei tre match point...»

10 Giugno 2025, 03:01

È stata la partita che tutti speravano anche se il finale ha lasciato con l’amaro in bocca gli italiani, parmigiani compresi: quasi sei ore di fuoco tra concentrazione mentale e bellezza atletica, genio sportivo e sregolatezza giovanile.

Al Roland Garros è andata in scena una finale da antologia tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Ha vinto lo spagnolo, ma ha trionfato il tennis.

Alcuni volti noti della racchetta parmigiana ne sono convinti: «Abbiamo montato uno schermo gigante al circolo: c’erano più di cento persone. L’ultimo set è stato struggente. Alcaraz sulla terra rossa è quasi imbattibile: Jannik deve portare qualche correttivo. Per lui il finale è stato devastante: avversario, fatica e… pubblico avverso», racconta Romano Botti, numero uno del Tennis Club President.

Giampiero Alinovi, presidente del Tennis Club Parma, però sottolinea: «Sinner non ha mai perso la concentrazione, nemmeno davanti a decisioni discutibili e al comportamento scorretto dei francesi presenti. Dopo la squalifica aveva bisogno di giocare perché la partita è il miglior allenamento possibile. Sono convinto che, con la condizione attuale, a Roma avrebbe vinto. Ma siamo davanti a due campioni che saranno da riferimento negli anni a venire per tutto il movimento».

Anche Valentino Aliani, organizzatore del torneo internazionale under 18 di Salsomaggiore, è della stessa idea: «Mi ha ricordato un incontro di boxe tra pesi massimi. Siamo davanti a due fenomeni: gli altri sembrano giocare uno sport diverso. Chi potrebbe inserirsi in questo dualismo? Forse Musetti. Ma deve aggiungere 10 chili di muscoli al suo fisico».

Cristina Pavarani, presidente del circolo Il Castellazzo utilizza Lorenzo «Il Magnifico» per aprire un tema di alto valore: «Musetti è cresciuto a Carrara, vicino a noi. Sinner e Alcaraz comunque in Italia e Spagna. Questi atleti sono esempi tangibili per i ragazzi che si allenano nel territorio. Grazie a questi fuoriclasse anche i più piccoli possono sognare di diventare dei campioni».

E, a proposito di campioni, il presidente dello Sporting Club Andrea Cavalli entra nello specifico: «Io credo che, per completezza di colpi sulla terra rossa, Alcaraz sia il migliore al mondo. Sinner ha gestito il suo stato di forma durante la squalifica per puntare al Grande Slam. Sulla strada, però, ha trovato un avversario che non ha sbagliato nulla quando la palla pesava di più».

Anche Matteo Colla, maestro al Tennis Club Parma, ha notato qualche piccola sbavatura in più dell’italiano nei momenti decisivi: «Sul servizio di Alcaraz, quando era 0-40 con tre match point, Jannik ha aspettato l’errore dell’avversario piuttosto che cercare il punto. Anche nel game seguente ha faticato a mettere le prime di servizio. Nel complesso, però, Sinner è superiore allo spagnolo sotto il profilo mentale. Carlos è talento puro. Secondo me sarà ancora lui il favorito a Wimbledon».

La speranza è che si sbagli, visto l’effetto della sconfitta di Sinner a Fidenza. Racconta, infatti, il maestro del Tennis Club, Luca Busani: «Erano tutti rammaricati, come se avesse perso la nazionale di calcio. Io credo che sull’erba la gara possa essere ancora più equilibrata. Certo che Alcaraz, quando va in trance agonistica, diventa incontenibile: ho perso il conto dei colpi vincenti negli ultimi game. E nel super tie break ha messo a segno sette punti di fila… e che punti».

© Riproduzione riservata