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MIGRANTI

Rissa a Martorano, nuove polemiche. E il comitato attacca: «Chiudere il centro»

Rissa a Martorano, nuove polemiche. E il comitato attacca: «Chiudere il centro»

23 Giugno 2025, 03:01

E dopo le botte, ecco che arrivano, puntuali come sempre, le polemiche. Succede anche questa volta dopo la rissa di venerdì notte al centro di accoglienza migranti di Martorano. Un gruppo di ragazzi, a picchiarsi sarebbero stati in tre o quattro, è passato dalle parole ai fatti prendendosi a bastonate: urla, i vicini che chiamano la polizia e l'arrivo delle ambulanze per medicare i feriti. Ce n'è abbastanza per innescare l'ennesima polemica su un centro che doveva essere temporaneo e che invece, ad agosto, compirà due anni.

Da una parte, il comitato «Gruppo unito Anno uno» torna all'attacco e, in una nota, «rinnova con fermezza la richiesta di chiusura immediata della struttura». Dall'altra, il prefetto Antonio Garufi tenta di smorzare la polemica, ricordando che a Martorano la situazione è tranquilla, nonostante il centro sia pieno, accogliendo cioè un centinaio di migranti. «Non si è trattato di una rissa ma di un diverbio durante una partita di pallone, ed i litiganti erano non più di tre-quattro - chiarisce il prefetto -. Raffigurare la cosa come una rissa è veramente forzato. D'altronde a Martorano, aperto da quasi due anni, cose di questo genere se ne sono verificate veramente di rado. Quindi non ci vedo niente di inquietante».

Appello ai sindaci
Ancora una volta, il prefetto si rivolge ai sindaci, affinché trovino nei loro territori luoghi adatti ad ospitare un flusso di migranti che pare destinato ad aumentare con l'arrivo dell'estate. «Per via degli arrivi il centro è pieno e non riesce a svolgere il ruolo per cui è stato voluto, cioè di transito verso i Cas in accoglienza diffusa. Per questo - afferma Garufi - ho sollecitato e sollecito i sindaci alla collaborazione, perché un piccolo appartamento in più in ogni territorio consentirebbe di avere l'auspicabile turn over a Martorano».

In altre parole, il centro è pieno, servono altri spazi dove poter accogliere i migranti che sbarcano sulle coste italiane.

«Disagi per la frazione»
Sul fronte opposto c'è il comitato, che in una nota firmata dal presidente Lino Cirri parla di rissa «con spranghe e oggetti contundenti in piena strada, nel cuore del piccolo abitato di Martorano. La situazione ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine e ha comportato il ricovero di diversi soggetti coinvolti».

Il Comitato, continua la nota, «che già nei giorni precedenti aveva trasmesso una diffida formale al prefetto, ha sollecitato con atto scritto la chiusura della struttura, evidenziando la decadenza dei presupposti giuridici che ne avevano motivato l'apertura e sottolineando la necessità di garantire condizioni minime di sicurezza e convivenza. Quanto accaduto conferma la fondatezza delle preoccupazioni da tempo sollevate: non si tratta di allarmismi, ma di fatti concreti, gravi e sintomatici di un fallimento gestionale che non può essere ulteriormente ignorato».

A questo punto la richiesta di Cirri è chiara: «Immediata chiusura del centro, al fine di evitare il protrarsi di tensioni, disagi per la popolazione e - non da ultimo - inutili contenziosi giudiziari che si profilano come conseguenza della perdurante inazione amministrativa».

«Espellere i violenti»
Giuseppe Tramuta, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, chiede la linea dura. «Adesso basta. Bisogna dare un segnale forte prima che ci scappi il morto. Gli stranieri che hanno partecipato all'ennesima rissa con spranghe e bastoni al centro di accoglienza di Martorano e quelli che si sono presi a calci e pugni sfondando una vetrina di un negozio nelle vie dell'Oltretorrente, in entrambe i casi con feriti accompagnati al pronto soccorso, devono essere immediatamente espulsi dal territorio nazionale. I cittadini non vivono più tranquilli e non ne possono più di sopportare queste scene che creano allarme e degrado». Sul versante sicurezza, si preannuncia un'estate rovente.

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