PARMA
Sulla loro pagina Facebook hanno scritto genericamente di «avere fatto un giro» e anche se non hanno specificato che zone abbiano visitato hanno definito la situazione cittadina «croccante».
Detto così potrebbe sembrare un post come tanti, a cui non dare troppo peso. Ma visto che a ospitarlo è stata la pagina de «Il bastione Parma», la sede del movimento di estrema destra CasaPound, quella segnalazione ha scatenato immediatamente reazioni e polemiche. Divise tra chi plaude l'iniziativa e chi critica con forza l'ipotesi di ronde spontanee in città.
«Abbiamo deciso di farlo perché ci siamo stancati di leggere che ci sono zone in cui i cittadini hanno paura di girare - hanno scritto gli aderenti a «Il Bastione Parma» pubblicando anche una foto dei partecipanti e aggiungendo di non voler permettere che intere zone di Parma siano in mano alla criminalità prima di aggiungere, con tono vagamente minaccioso: «ne faremo tante altre. E se succede qualcosa non facciamo video».
Numerose, come detto, le reazioni a partire del capogruppo di Prospettiva, Antonio Nouvenne che si dice «preoccupato. La soluzione è un’altra, più risorse e più polizia sul territorio da parte del Ministero degli interni, così come ha fatto con la polizia locale il Comune di Parma con l’assunzione di agenti e l’introduzione del servizio notturno, meno strumentalizzazione e allarmismo da parte del centrodestra».
Anche il segretario provinciale Patrizia Caselli e il consigliere regionale della Lega Tommaso Fiazza sono intervenuti sottolineando che «se un gruppo di persone sente la necessità di tornare per le strade, significa che un problema esiste davvero. E se a quelle persone arriva un consenso ampio, è perché molti cittadini si riconoscono in quella stessa esigenza di sicurezza e decoro che da anni denunciamo, spesso inascoltati. Non servono proclami ideologici ma risposte concrete, e anche gesti simbolici come le Ronde Padane organizzate a suo tempo dalla Lega quando i furti erano all’ordine del giorno».
Molto severo il giudizio invece di Gian Luca Belletti, segretario provinciale di Rifondazione Comunista che definisce l'iniziativa «non consentita dalla legge. La prefettura ha già chiarito che solo gruppi autorizzati possono operare sul territorio. Chiediamo a prefettura e questura di intervenire per impedire queste attività e al Comune di rafforzare le misure di sicurezza istituzionali nei quartieri». Infine il consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Giuseppe Tramuta prende una posizione netta: «Sono assolutamente contrario perché sono pericolose in quanto composte da persone prive di addestramento e senza legittimazione. Invito a tutti i responsabili della sicurezza a operare per evitare che nella società civile si diffondano tentazioni di affidare la sicurezza a gruppi di volontari». r.c.
© Riproduzione riservata
Contenuto sponsorizzato da Fepa Spa
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata