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Lutto

Addio a Maurizio Santinelli, il vigile amico: una vita per la città

Addio a Maurizio Santinelli, il vigile amico: una vita per la città

19 Luglio 2025, 03:01

Sapeva unire la saggezza derivata dall’esperienza ad una straordinaria esuberanza dettata dall’amore per la vita: Maurizio Santinelli (per gli amici «Santino») se ne è andato improvvisamente nella notte fra giovedì e venerdì mentre era ricoverato in ospedale.

La notizia ha colto di sorpresa agenti e graduati della polizia locale di Parma, che con lui avevano condiviso tante vicende vissute durante i suoi 38 anni di servizio. Maurizio Santinelli era nato a Bologna nel 1950, ed era arrivato a Parma da bambino a seguito del padre carabiniere. Anche lui prestò servizio nell’Arma come ausiliario per tre anni, poi vinse il concorso da vigile urbano e nel 1976 entrò in servizio al Comando di Parma come vigile di quartiere al San Lazzaro – Lubiana. Negli anni Ottanta fu trasferito nella squadra dei motociclisti, e lì rimase fino al 1992, quando fu assegnato al servizio infortunistica, dove lavorò fino al pensionamento nel maggio 2014.

«Santino» era uno con cui si stava volentieri, bravo e serio nel lavoro, quanto pronto allo scherzo, dalla facile battuta, capace di sdrammatizzare, insomma era un vigile che faceva squadra. In gioventù aveva fatto l’allenatore e l’arbitro di baseball, faceva collezione di modellini delle Ferrari, ma il suo mondo era nel lavoro, alla sede del comando in via del Taglio.

I colleghi lo ricordano con affetto e commozione: «Santino è stato una grande risorsa per la polizia municipale di Parma – afferma il commissario Vincenzo Bondani – era un agente preparato, un vero punto di riferimento per i giovani che entravano nel Corpo, sempre pronto a mettere a disposizione l’esperienza maturata in 38 anni di servizio. Ma era cordiale e simpatico, un tipo espansivo, amico di tutti. La notizia della sua scomparsa ci ha colto di sorpresa. Ci eravamo incontrati - prosegue - per l’ultima volta il 16 giugno scorso alla Festa del Corpo, al quale sentiva ancora di appartenere».

«Santino era buono come il pane – ricorda un collega dell’infortunistica che ha lavorato per anni al suo fianco – si dava da fare per tutti, nel lavoro e fuori. La polizia municipale era stata la sua seconda casa. Ieri mattina sono andato a trovarlo in ospedale - spiega-, mi sembrava che stesse discretamente. Era semplicemente solare, guardava la vita in modo positivo, insomma sapeva stare in compagnia, e per noi è come se fosse ancora in servizio. Purtroppo stamattina è arrivata come un fulmine a ciel sereno la notizia che non avremmo mai voluto avere».

Lo ha conosciuto bene anche Giulia Fava, commissario maggiore della polizia locale: «”Ma tu vivi in Comando?” Gli chiedevo spesso – ricorda Giulia Fava – perché viveva solo e la sua vita era sul lavoro. Lui c’era sempre, anche di sera, quando si rilevavano gli incidenti più gravi. Era preciso, scrupoloso, sensibile verso le persone, ed aveva uno speciale rapporto con la Gazzetta, perché era lui a diramare le notizie. Al di là del lavoro, aveva un alto senso dell’amicizia ed era altruista: non negava mai un favore a nessuno ed era benvoluto da tutti. Lo ricorderemo con stima e affetto».

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