Il Municipio incassa quasi 49 mila euro
Il Comune di Parma ha incassato nel 2024, grazie alle donazioni del 5 per mille della dichiarazione dei redditi riferita al 2023, quasi 49 mila euro. Una cifra che non si discosta molto dagli anni passati: erano stati quasi 49.500 euro nel 2023, poco più di 43 mila nel 2022, quasi 48.300 nel 2021. Anche quella del 2024 è una somma contenuta, visto che hanno scelto di donare al Comune (invece che ad enti del terzo settore o ad associazioni sportive, i beneficiati più più scelti) solo 1.305 contribuenti.
Nel 2024 sono stati 91.012, in tutta Italia, gli enti che hanno beneficiato del 5 per mille e che in totale riceveranno circa 523 milioni di euro della quota Irpef di cui i contribuenti possono disporre autonomamente, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate.
Tra i destinatari, i più gettonati sono gli enti del terzo settore onlus (68.452 soggetti hanno ricevuto contributi per il 2024), seguiti da associazioni sportive dilettantistiche (13.825), enti che si occupano di ricerca sanitaria e scientifica (467 soggetti beneficiati, con importi fra i più significativi), enti per la tutela dei beni culturali e paesaggistici (228), enti gestori delle aree protette (24). E 7.909 Comuni.
Scorrendo l'elenco dei Comuni del Parmense che i cittadini hanno scelto di «premiare» con una donazione, troviamo al secondo posto Fidenza, il cui primo cittadino ha incassato quasi 8.500 euro, segue il Comune di Sorbolo Mezzani con circa 7.300 euro, Collecchio con 7.000 euro, Noceto con poco più di 5.500, Pellegrino con circa 5.200, Medesano con quasi 5.000, Salsomaggiore con poco meno di 4.400. Fra i Comuni meno beneficiati spiccano Tornolo, che ha incassato 133 euro donati da otto cittadini, Albareto con 147 euro donati da 10 contribuenti e Bore con 170 euro donati da 11 cittadini. Il dato di Bardi risulta non disponibile.
Il denaro ricevuto tramite le dichiarazioni dei redditi, chiarisce l'assessore con delega al Bilancio del Comune di Parma, Marco Bosi, non è vincolato ad una spesa specifica: «La somma, marginale rispetto al nostro bilancio annuo di circa 230 milioni di euro, entra nella spesa corrente e finanzia in maniera generica i servizi, ma non le opere. Fa piacere che ci siano cittadini che scelgono il comune, un segno di apprezzamento per i servizi erogati, soprattutto in favore dei più fragili, in un momento in cui crescono i bisogni e i trasferimenti del governo si riducono», dice Bosi.
Nella classifica dei primi 15 beneficiari delle donazioni del 5 per mille a Parma, il Comune, con i suoi 49 mila euro scarsi, occupa la nona posizione. Nel podio spiccano la Lipu (quasi 459 mila euro, ente scelto da oltre 30 mila parmigiani), seguita da Noi per Loro, che sostiene i pazienti, e le loro famiglie, dell'Oncologia pediatrica dell'ospedale Maggiore (98 mila euro) e l'Università di Parma con 95 mila euro. Prendono più del Comune anche l'Associazione Progetto Endometriosi, i Missionari Saveriani, l'Assistenza Pubblica, l'Associazione per la neurofibromatosi, i Frati Minori Cappuccini.
Anche a livello nazionale sono le associazioni che si occupano di ricerca e assistenza medica quelle che sollecitano di più la sensibilità dei contribuenti. Nella classifica italiana ottengono cifre importanti la Fondazione Airc per la ricerca contro il cancro (quasi 72 milioni di euro), la Fondazione piemontese contro il cancro (12 milioni), Emergency (10,6 milioni), la Lega del Filo d'oro (9,3 milioni), l'Associazione italiana contro le leucemie (8,7 milioni).
m.t.
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