×
×
☰ MENU

LUTTO

Piermaria Corso, brillante avvocato e stimato professore

Piermaria Corso, brillante avvocato e stimato professore

13 Agosto 2025, 03:01

L'ironia è spesso considerata segno di intelligenza. L'avvocato Piermaria Corso ne aveva tanta e sapeva creare una grande empatia con chi aveva davanti, a partire dai propri studenti.

Avvocato quotato

Scomparso a 77 anni, per oltre venti è stato ordinario di Procedura penale del nostro Ateneo, oltre che un avvocato quotato del foro di Milano. Tanto che nel corso degli anni si era occupato di «casi» di primo piano come il crac Parmalat (come avvocato difensore di alcuni importanti imputati) e quello dei contabili del Carroccio Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni. Avevo fatto parte anche del collegio difensivo di Nicole Minetti sul caso Ruby.

Originario di Milano, dopo aver insegnato a lungo nel nostro Ateneo, Corso aveva concluso la brillante carriera universitaria a Milano come ordinario di Diritto processuale penale progredito.

Le «gite» nelle carceri

Corso aveva promosso per anni delle visite alle carceri italiane e straniere con propri studenti. Speciali lezioni oltre le sbarre che in un quarto di secolo lo hanno portato a viaggiare in 21 nazioni: dal Messico allo Sri Lanka, dal Madagascar alla Lettonia. Come aveva raccontato alla «Gazzetta», Corso era ancora studente quando entrò per la prima volta in un carcere: venne portato dall'Università di Pavia in una colonia penale agricola, dove oggi sorge l'aeroporto di Malpensa. Con lui anche un giovanissimo Giulio Tremonti. «Mi pare utile - aveva raccontato - offrire agli studenti l'occasione del confronto dal vivo, in carcere. Un discorso che spesso si fa più ampio, con la possibilità di interrogarsi su paralleli e differenze culturali fra contesti lontani».

L'ergastolano in cattedra

Indimenticabile anche la lezione che Corso aveva fatto tenere all'Università di Parma da un ergastolano. Al termine dell'intervento, Corso aveva parlato di «occasione storica per gli studenti» che avevano risposto alla provocazione con una pioggia di domande allo speciale relatore.

I ricordi

«Un luminare della materia - commenta il rettore dell'Università di Parma Paolo Martelli - sia dal punto di vista accademico-scientifico sia dal punto di vista della professione forense. Lo ricordiamo ordinario di Procedura penale nel nostro Ateneo per oltre vent'anni, fino al 2005, e ne ricordiamo l'impegno nell'ambito della Scuola di specializzazione per le Professioni legali. È stato anche direttore dell’istituto di Diritto e Procedura penale prima della sua trasformazione in dipartimento. La sua scomparsa rappresenta una grande perdita per il nostro Ateneo, nel quale ha trascorso una importante parte della carriera lasciando una significativa eredità intellettuale».

Enrico Gragnoli, docente di Diritto del lavoro del nostro Ateneo, era profondamente legato all'avvocato Corso e lavora quotidianamente con il figlio Stefano Maria Corso, avvocato e professore universitario di Diritto del lavoro all'Università di Milano. «Era una persona di grande valore culturale e professionale - ricorda -. Come avvocato era molto quotato dal punto di vista scientifico e professionale. Molto amato dagli studenti, era simpatico e ironico».

Alberto Cadoppi, ordinario di Diritto penale del nostro Ateneo, parla di Corso come di «un bravissimo professore, molto apprezzato dagli studenti, oltre che un ottimo avvocato processuale penalista. Ha sempre avuto una spiccata sensibilità per la pratica professionale. Era una persona piena di vita, molto simpatica. La notizia della sua scomparsa mi colpisce profondamente».

© Riproduzione riservata