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Il caso

Troppi lupi nel Parmense? C'è chi chiede piani di contenimento

Troppi lupi nel Parmense? C'è chi chiede piani di contenimento

25 Agosto 2025, 03:01

La massiccia presenza del lupo nel nostro territorio torna a far discutere. Gli episodi di cani aggrediti o uccisi in Val Ceno, nei giorni scorsi, anche in zone vicine alle abitazioni, con la denuncia di proprietari - par la maggior parte cacciatori - che chiedono interventi efficaci da parte delle autorità competenti, ora fa discutere anche la politica.

Se la Regione, per bocca dell'assessore all'Agricoltura Mammi che ha illustrato le iniziative messe in campo finora, chiede la revisione del Piano nazionale, ieri a intervenire è stata la consigliera provinciale civica Virginia Chiastra. «L’articolo della Gazzetta di Parma mette in evidenza una problematica che sta diventando sempre più urgente per i nostri territori montani e collinari: la crescente presenza dei lupi, che non solo attaccano bestiame e animali da caccia, ma si avvicinano sempre di più alle abitazioni.

«È evidente che la situazione è diventata insostenibile. La tutela assoluta del lupo non può e non deve andare a scapito della sicurezza dei cittadini e degli allevatori. Fino ad oggi, infatti, la Direttiva Habitat dell’Unione europea ha imposto una protezione totale del lupo, impedendo interventi selettivi anche in situazioni di grave pericolo. Tuttavia, come emerso dal recente dibattito in Europa, l’approvazione della possibilità di declassare il lupo – modificandone lo status di protezione – apre finalmente la strada ad interventi di contenimento».

«Nonostante quanto è ora ammesso dalla Ue, i Verdi, forza di governo di questa Regione insieme al Pd, si sono già detti contrari a qualsiasi piano di contenimento della specie. Ancora una volta l’ideologia non deve essere cieca davanti alle esigenze di famiglie e agricoltori», afferma. Conclude la Chiastra avvisando che «non possiamo più permetterci di rimandare. È urgente che la Regione Emilia Romagna avvii piani di gestione chiari che prevedano il contenimento del lupo al fine di proteggere la nostra sicurezza, il nostro patrimonio agricolo e il benessere dei cittadini. Le istituzioni non possono più tergiversare: è il momento di passare dalle parole ai fatti e di garantire un vero equilibrio tra la conservazione della biodiversità e la protezione delle persone», conclude.

E anche Europa Verde - Verdi, ieri, è intervenuta sul tema lupo e in particolare sulla presenza degli animali nella pianura riminese. «Se c’è una cosa che abbiamo imparato è che il lupo, come tutti i grandi carnivori, non è un animale invasivo - sottolinea Enrico Ottolini, portavoce dei Verdi dell’Emilia-Romagna -, ma ha la capacità di autoregolarsi in base alla disponibilità di cibo e di habitat idonei alla sua presenza. Non ci sarà mai una “invasione” di lupi, ma solo il ritorno di una presenza con cui abbiamo l’opportunità di poter convivere», afferma.

«Il lupo fornisce infatti un servizio indispensabile di cui beneficia anche l’uomo: in montagna controlla le popolazioni di cinghiali e altri ungulati, mentre in pianura si dedica quasi esclusivamente alla caccia di specie invasive e alloctone come la nutria, che ben conosciamo per i danni che arreca tanto agli ecosistemi quanto agli argini dei corsi d’acqua. Dunque, anche in termini economici, la presenza del lupo è un vantaggio per le nostre comunità e per la loro sicurezza. Ai cittadini non spetta altro che tutelare correttamente i propri animali domestici, come già dovrebbe essere la norma, poiché il lupo sceglierà sempre la preda più conveniente, tenendosi a debita distanza dall’uomo. La convivenza pacifica è possibile, come dimostrano i territori dove la presenza di questo predatore è tornata a essere stabile da diversi anni», conclude.

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