L'APPELLO
Torrente Baganza, undici anni dopo la devastante alluvione del 13 ottobre 2014: chi abita vicino al corso d'acqua ha ancora paura. La vegetazione cresciuta sulle sponde del torrente, soprattutto nel tratto che va dal ponte dei Carrettieri (all'altezza di piazzale Fiume) fino alla tangenziale, preoccupa chi abita vicino al torrente e chi ha ancora negli occhi la furia delle acque che hanno allagato buona parte del quartiere Montanara e del Molinetto.
«Servirebbe maggiore manutenzione del Baganza. Tra poco inizierà la stagione delle piogge e noi siamo già preoccupati». A parlare è Anna Carrera, vice coordinatore del Comitato alluvionati. «Affrontare i danni di un'alluvione ti segna per sempre - fa notare - e ancora oggi, a distanza di undici anni da quel 13 ottobre, abbiamo paura ogni volta che le piogge si fanno più intense, anche perché la cassa di espansione sul torrente non è ancora stata completata».
A giugno l'opera era completata per il 67% e una volta terminata sarà in grado di trattenere fino a 4,7 milioni di metri cubi d’acqua in caso di piena. Il costo complessivo dell’intervento ammonta a 115 milioni di euro, finanziati con fondi statali e della Regione Emilia-Romagna, mentre il completamento dei lavori è previsto entro il 2027. Questo significa che chi abita vicino al torrente dovrà fare i conti con un'altra stagione piovosa senza l'ombrello protettivo della cassa.
«Non si può dare sempre la colpa al cambiamento climatico o alle bombe d'acqua. Serve anche un'attenta pulizia dei torrenti», rimarca Carrera, che a fine agosto aveva già scritto una mail alla «Gazzetta» per denunciare quella che, secondo il suo parere, poteva essere una situazione potenzialmente pericolosa in caso di forti piogge. «Da allora ad oggi non è cambiato nulla. Lungo il Baganza c'è ancora molta vegetazione», afferma.
Facendo un giro lungo il torrente si vedono infatti le sponde del Baganza ricoperte di alberi, mentre l'alveo è ricoperto d'erba. A sud del ponte dei Carrettieri e vicino al nuovo ponte della Navetta - quello antico fu spazzato via dalla furia dell'acqua - si incontra qualche tronco.
«In questo tratto l’allerta dovrebbe sempre essere alta e l’attenzione avere priorità assoluta», continua Carrera, che conclude in tono polemico: «Delle commemorazioni e delle passerelle ce ne facciamo ben poco. Per gli abitanti del Montanara e del Molinetto la ferita dell’alluvione resta sempre aperta».
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