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«Devi pagare l'affitto». E poi lo accoltella a un braccio

«Devi pagare l'affitto». E poi lo accoltella a un braccio

03 Ottobre 2025, 03:01

Avevano condiviso l'appartamento per alcuni mesi. E le discussioni non erano mancate: orari, faccende domestiche, ma soprattutto soldi. Così, alla fine di luglio del 2022, lui - 41enne nigeriano - aveva deciso di lasciare quella casa in via Spezia in cui aveva convissuto con altri connazionali. E il 17 agosto era tornato per riprendere alcuni oggetti personali. Tornato in pace, o almeno era ciò che sperava, ma al momento dei saluti uno degli ex coinquilini gli aveva puntato un coltello, ferendolo a un braccio, oltre a vomitargli addosso una serie di minacce di morte, perché - a suo dire - non avrebbe versato una settimana d'affitto. L'aggressore - 44 anni, nigeriano - è stato accusato di lesioni e minaccia aggravate, e ieri è stato condannato a 4 mesi dalla giudice Francesca Anghileri, in linea con quanto richiesto dal pm Massimo Porta.

Ma quei soldi spettavano al 44enne? Le versioni dei due coinquilini sono contrastanti. E anche se poi l'aggredito ha deciso di rimettere la querela, il reato, aggravato dall'uso dell'arma, ha fatto sì che il processo andasse comunque avanti.

Quel giorno d'agosto, quando il 41enne si era presentato alla porta, era stato accolto tranquillamente. Aveva messo insieme le sue cose, poi era entrato in cucina per prendere alcuni sacchetti in cui riporre i vari oggetti. E qui era arrivata la richiesta perentoria: «Devi dare i soldi di una settimana d'affitto». Ma lui aveva risposto con un no altrettanto deciso, ed era nata una discussione molto accesa. Finché il 44enne aveva impugnato il coltello. «Mi teneva le mani al collo e me lo puntava al petto: urlava “ti devo uccidere”», aveva poi spiegato ai poliziotti arrivati in via Spezia poco dopo.

Si sentiva soffocare, perché l'altro continuava a premere, così aveva cominciato a dimenarsi per cercare di liberarsi. Gli era arrivato un pugno direttamente su uno zigomo, mentre la lama del coltello era penetrata nell'avambraccio sinistro.

E in quel momento era esplosa la paura. Che non l'aveva paralizzato, tuttavia. Voleva solo fuggire, ed era riuscito a trovare la forza di divincolarsi. Poi si era catapultato fuori.

Georgia Azzali

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