I DATI CARITAS
Chi è povero è sempre più povero e rischia di rimanere tale, nonostante i molteplici aiuti messi in campo da Caritas, Emporio, Mensa di Padre Lino e altre realtà del territorio.
«Pavimento appiccicoso»
È quanto emerge dai dati forniti sulla povertà a Parma - in costante aumento - che vede acuirsi e moltiplicarsi i problemi di chi è fragile. Una sorta di «pavimento appiccicoso» che non consente di tornare alla normalità perchè ogni tentativo di rialzarsi viene vanificato dalla molteplicità di problematiche da affrontare.
Se chi è povero deve fare i conti con un ascensore sociale rotto, dall'altro lato, emerge una sempre più grande distanza con chi si trova nel benessere.
I dati reddituali
Un dato che testimonia l'andamento a due velocità del nostro territorio, è quello reddituale. Le persone con un reddito compreso tra 0 e 10mila euro sono 65mila a Parma e provincia.
Se a questi si sommano anche i contribuenti con un reddito compreso tra 10 e 15mila euro, si supera quota 100mila. In altre parole, la fascia a rischio povertà rappresenta circa un quarto dei contribuenti. È vero che questi dati non tengono conto dell'evasione, ma rimane pur sempre un numero davvero elevato. Dall'altra parte, aumenta lo scalino tra queste fasce di reddito e quelle più alte.
I volti della povertà
I volti della povertà sono italiani che hanno perso il lavoro o che ce l'hanno ma guadagnano troppo poco per vivere, persone immigrate di seconda generazione, giovani e anziani.
Colpa dell'inflazione, del conseguente aumento del costo della vita ma anche dei salari, a volte troppo bassi per riuscire ad arrivare a fine mese, soprattutto se si ha sulle proprie spalle il peso di tutta la famiglia.
Si tratta di un problema trasversale che non riguarda, come avveniva in passato, specifiche fasce di popolazione, ma tocca la società nel suo complesso, anche se con forme e modi diversi. Ad esempio, sono in aumento i pensionati ma anche gli studenti che chiedono aiuto.
Una povertà strutturale che richiede risposte corali, non più limitate a tamponare l'emergenza ma pensate per intercettare un problema quando è ancora risolvibile o arginabile.
Questa fotografia è confermata dalle principali realtà che si occupano di poveri e bisognosi in città.
I dati di Caritas
Nel periodo gennaio-settembre, rispetto allo scorso anno i pasti offerti dalla mensa Caritas di via Turchi sono stati 3mila in più, passando da 76mila a 79 mila. Lo scorso anno a fine dicembre era stato abbattuto il muro dei centomila pasti. Un dato che rischia di essere superato.
Anche le docce sono in aumento, circa 400 in più rispetto a settembre 2024, così come i passaggi nei centri di ascolto.
A fine settembre 2024 erano stati oltre 11mila, quest'anno 13.794, circa 2.500 in più. «Assieme alla preoccupazione per la crescita dei poveri - osserva Maria Cecilia Scaffardi, direttrice della Caritas diocesana - emerge il tema della multidimensionalità della povertà. In molti casi, il dover far fronte a bisogni molteplici e abbastanza complessi, rendere difficile offrire soluzioni complessive». «Magari tamponi un problema - commenta ancora - ma fai fatica ad affrontarli tutti assieme. Questo richiede accompagnamenti molto più lunghi e complicati rispetto al passato».
Lavoro e casa
Quanto al tema lavoro, «la maggior parte dichiara di non avere un lavoro o lavoretti occasionali, magari pagati in nero, ma che non permettono di avere un'entrata dignitosa - osserva ancora Maria Cecilia Scaffardi -. Anche nei progetti di seconda-terza accoglienza, le persone che vivono in appartamento riescono a farlo se l'affitto lo paghiamo noi».
«Rimane infine sullo sfondo il tema della casa e di quanto le persone facciano fatica, anche se hanno contratti adeguati - prosegue -. Il quadro quindi, nell'insieme è sempre preoccupante, ma ci sono spiragli positivi grazie all'aiuto di realtà e persone che non ci lasciano soli».
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata