Indagine di Laboranotte
L'80% dei parmigiani chiede più sicurezza nelle ore notturne, il 56,1% vorrebbe più iniziative e il 73% vede la notte come una risorsa.
Sono questi i risultati che saltano all'occhio di «Parma è la notte». Un questionario per «Il piano della notte» a cui hanno risposto 6.740 partecipanti e che è stato presentato ieri al Laboratorio aperto di San Paolo. Un'indagine promossa dall’associazione «Laboranotte» con il patrocinio del Comune, il sostegno di Bcc Emilbanca (rappresentata al convegno da Alessandro Masetti) e pensata per raccogliere le opinioni, le abitudini e i bisogni di chi vive la città nelle ore notturne. È stata l'assessore Chiara Vernizzi ad introdurre la presentazione: «Laboranotte ha iniziato a lavorare su un tema molto sentito dalla popolazione e che si declina in vari modi. Il taglio è ampio e si allarga agli aspetti sociali e della sicurezza, senza perdere di vista il tema della conciliazione tra le attività aperte di sera e la quiete pubblica. Dall'indagine emerge che dobbiamo continuare a tenere viva la città di notte, proprio perché rappresenta un'opportunità anche economica».
«Questo percorso è stato reso possibile grazie a una rete di istituzioni, associazioni e ha avuto il sostegno della popolazione - ha introdotto Valeria Di Cosmo, presidente di «Laboranotte» -, che ci ha permesso di raccogliere numerose risposte. Abbiamo avuto 9.773 visualizzazioni e 6.740 questionari compilati. Una fotografia che serve non solo per capire cosa fare la notte in città, ma anche per capire la percezione della sicurezza e cosa cambiare per migliorare la politica notturna». Il consulente tecnico di «Laboranotte» Alessandro Lapetina è entrato nel dettaglio: «Tra i 6.740 partecipanti al questionario, il 23,99% generazione Z (1997-2012), il 33,72% sono millennials (1981-1996), il 20,47% generazione X (1965-1980), il 18,2% boomers (1946-1964) e il 3,62% silent (1928-1945). Il 58% è donna e il 40,8% è uomo. Il 75% esce almeno una sera a settimana, per cui la vita notturna riguarda la maggioranza della popolazione, il 25% esce meno di una volta a settimana e il 28% esce più di due volte a settimana. La città chiede più opportunità per la notte di Parma, sia per la programmazione sia per i luoghi, proprio per costruire una città più viva. Il 59,4% chiede più spazi dove vivere la notte e il 56,1% chiede più iniziative». Ma dove e come si vive la notte? «La notte di Parma si concentra in centro per l'81% - ha proseguito Lapetina -; seguono l'Oltretorrente con il 32,4%, la Cittadella con il 14,7%, San Lazzaro con il 6%, il Montanara con il 4,4% e così via, per cui nasce la possibilità di creare più spazi anche in altri quartieri. Per quanto riguarda le abitudini di frequentazione, la maggior parte va al ristorante, poi al bar, a casa di amici, in spazi pubblici, in club musicali e discoteche. Club e discoteche hanno un peso minore nella vita notturna di Parma». E dal pubblico qualcuno osserva che a Parma il numero di club dove si fa musica dal vivo è quasi inesistente e così per le discoteche, che sono davvero poche. Gli spazi pubblici rimangono molto desiderati ma a due condizioni: che siano vissuti e che siano presidiati. «Quando piazze e parchi sono animati, curati e percepiti come sicuri diventano uno dei luoghi dalla maggior attrattiva e quando sono vuoti e poco controllati vengono evitati - ha sintetizzato Lapetina -. Il 61,5% evita i parchi di sera e il 42,8% evita strade e piazze poco presidiate. Sul fronte delle criticità, il rumore non è tra i problemi più segnalati: la fonte di rumore più segnalata è lo svuotamento rifiuti». E arriviamo al tema della sicurezza: «L'80% considera una priorità la sicurezza notturna - ha ricordato il vice presidente di «Laboranotte» Luca Marola -. In una scala da 0 a 5 i parmigiani si sentono sicuri 3,52 di giorno e 2,28 di notte. Ben 4,39 su 5 pensa che più opportunità notturne significa più sicurezza. Vengono richiesti presidi, illuminazione efficace, regolazione condivisa degli spazi e attenzione alle aree più sensibili. La notte non è vista come fattore di rischio ma al contrario una grande risorsa che se gestita può migliorare la qualità urbana. Vengono però richiesti più servizi, come bagni pubblici e gratuiti, maggiori iniziative culturali e più mezzi di trasporto. Vengono indicati come strumenti efficaci anche possibili iniziative molto concrete per migliorare la convivenza, quali incentivi all'insonorizzazione dei locali, controlli mirati, monitoraggio acustico. La notte è considerata un'opportunità se sviluppata con un sistema di regole. Un'opportunità anche per la creazione di nuovi posti di lavoro. I cittadini preferiscono soluzioni concrete e tecniche a quelle repressive. La nostra indagine favorisce un confronto strutturato finalizzato a definire obiettivi condivisi».
Missione Parma
«Missione Parma», l’associazione giovanile guidata dal consigliere comunale Virginia Chiastra attacca: «Il sondaggio realizzato con 30mila euro dei parmigiani ha evidenziato i risultati che conosciamo da tempo. Sarebbe bastato farsi un giro per le vie del centro al sabato sera per registrare che alcune zone sono rese ormai inaccessibili dalle scorribande di gruppi di giovani. L’impianto che sta alla base di questo sondaggio è già di per se problematico dal momento che è un’ammissione tacita di come questi signori non conoscano la città che amministrano».
Mara Varoli
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