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VIA EMILIA OVEST

«Mi aiuti a fare benzina?». E molesta la ragazza che sta facendo rifornimento: 56enne condannato

«Mi aiuti a fare benzina?». E molesta la ragazza che sta facendo rifornimento: 56enne condannato

di Georgia Azzali

14 Novembre 2025, 03:01

Modi gentili. Il tono affabile. E poi quell'uomo avrebbe potuto essere suo padre: era stato quello il primo pensiero quando lui le si era avvicinato mentre era ferma a un distributore in via Emilia Ovest per fare rifornimento. «Scusa, mi dai una mano, perché non riesco a fare benzina», le aveva detto. E Monica (la chiameremo così), 23 anni, non aveva esitato. Si era spostata verso di lui per dargli una mano. E a quel punto lui aveva cominciato con gli apprezzamenti, sussurrati anche in francese. Poi, con grande rapidità, le aveva afferrato la mano destra e l'aveva baciata. Si era subito ritratta, ma lui le aveva messo un braccio attorno al collo baciandola sulla guancia. Accusato di violenza sessuale, nella forma attenuata, l'uomo - 56enne, parmigiano - è stato condannato a 1 anno e 6 mesi, con il riconoscimento delle attenuanti. La pm Sara Faina aveva chiesto sei mesi in più. Il collegio, presieduto da Maurizio Boselli, ha anche riconosciuto 3.000 euro di risarcimento a Monica, che si era costituita parte civile assistita dall'avvocato Angelo Vincenti. E la pena potrà essere sospesa solo se il 56enne verserà quanto dovuto alla ragazza e parteciperà a un percorso di recupero in un centro specifico, nel momento in cui la condanna dovesse diventare definitiva.

Si era fermata altre volte in quell'area di servizio. Anche da sola, come quell'8 gennaio 2024. Non aveva mai avuto particolari timori, perché tutto lo spiazzo era comunque ben illuminato. E anche quella sera, verso le 9, aveva fatto tappa lì per mettere un po' di diesel nella sua auto. Poco dopo aveva visto un'altra macchina svoltare dentro l'area di servizio: l'automobilista, un uomo di mezza età, si era avvicinato a una delle pompe di benzina. Uno sguardo rapido al display della cassa automatica e poi si era rivolto a lei.

Banale, la scusa. Ma era l'unica che potesse funzionare per avvicinare la ragazza. Aveva finto di essere in difficoltà, e Monica ha risposto con gentilezza. Non poteva avere dubbi. Perché i complimenti (sgraditi) erano arrivati quando gli era già accanto. E, soprattutto, la mossa di lui di afferrarle la mano era stata così improvvisa da spiazzarla. Si era portato il palmo alla bocca e l'aveva baciato.

Solo un «baciamano», ha detto tentando di giustificarsi davanti ai giudici. Ma non c'era nulla di innocente, e soprattutto di desiderato, in quel gesto. Monica aveva fatto un passo indietro. Sconcertata. Impaurita. Eppure, lui le aveva cinto il collo avvicinando le labbra alla sua guancia.

Solo Monica si era divincolata. Ed era sgusciata via. Mentre lui le chiedeva anche dove avrebbe proseguito la serata. Temeva di essere seguita o di ritrovarselo dove effettivamente stava andando, così le aveva raccontato una menzogna.

Sequenze riprese dalle telecamere dell'area di servizio. La targa dell'auto dell'uomo. Il volto. E soprattutto i suoi gesti. Tutto immortalato.

Georgia Azzali

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