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IERI L'AUTOPSIA

Bimbo morto al nido, indagate tre educatrici per omicidio colposo

Bimbo morto al nido, indagate tre educatrici per omicidio colposo

di Georgia Azzali

10 Dicembre 2025, 03:01

Lo attendeva anche mercoledì scorso. Come ogni pomeriggio, davanti al nido Brucoverde. Ma Marcus non è mai arrivato. Perché suo figlio era ancora nel lettino, in quel sonno pomeridiano da cui non riusciva a svegliarsi. Non c'è stato bisogno di avvertirla. Di farla accorrere. La mamma era già lì, pronta a riportare a casa il bimbo, ma tutto si è fermato in quell'istante. E' stata lei, subito dopo la maestra che si era avvicinata al piccolo, a vedere Marcus: immobile, il respiro che pareva spezzato. E immediatamente è partita le chiamata ai soccorsi. Poco dopo è arrivato anche il papà. E tutti e due hanno seguito il bambino che, intubato, era su quell'ambulanza che sfrecciava verso l'ospedale.

Una corsa contro il tempo. Solo un drammatico conto alla rovescia per Marcus, però, 13 mesi appena, che se ne è andato poco dopo l'arrivo al Maggiore, nonostante tutti i tentativi di salvarlo.

Troppo presto per capire cosa sia accaduto. Ma intanto la procura ha iscritto nel registro degli indagati tre maestre del nido, in servizio quel giorno, per omicidio colposo. L'obiettivo, come già aveva precisato nei giorni scorsi il procuratore Alfonso D'Avino, è quello di valutare eventuali omissioni per quanto riguarda la vigilanza che, secondo le norme, va garantita costantemente, anche quando i bambini dormono.

Ma la prudenza è d'obbligo. Perché prima di tutto bisognerà chiarire perché Marcus, figlio di una giovane coppia filippina, è morto. E capire se fosse possibile salvarlo. L'autopsia, affidata a Valentina Bugelli dell'Istituto di medicina legale di Parma, è stata effettuata ieri, ma serviranno 60 giorni per il deposito della relazione, salvo proroghe. Al medico legale, la pm Sara Faina, che coordina le indagini, ha affiancato anche l'anatomopatologo Gaetano Bulfamante, professore all'Università di Milano, nominato dalla procura anche per l'autopsia del secondo figlio di Chiara Petrolini, la ragazza accusata di aver ucciso e sepolto i suoi due bambini. Anche la difesa delle tre maestre, che si sono affidate all'avvocato Samuele Quaini, ha nominato un proprio consulente: il medico legale Darica Soprani. E la famiglia del bambino, assistita dagli avvocati Francesco Giuseppe Coruzzi e Lorenzo Spadola, ha incaricato il medico legale Nicola Cucurachi e l'anatomopatologa reggiana Paola Bonasoni.

Certo è che fino a mercoledì scorso Marcus non ha mai avuto problemi di salute che avessero impensierito i genitori. Ma se ci fossero state eventuali malformazioni, che non sono state rivelate dagli esami effettuati durante la gravidanza, o patologie «silenziose» subentrate in seguito, sarà l'autopsia - e soprattutto gli approfondimenti degli anatomopatologi - a rivelarlo. Oppure una «morte bianca», spiazzante e senza un perché.

Per ora, in attesa delle riposte dell'autopsia, il difensore delle educatrici preferisce non esprimersi. C'erano anche il papà e la mamma di Marcus, ieri mattina, in Procura, all'affidamento dell'incarico. Due ragazzi, piegati da un dolore devastante. Incomprensibile. «”Perché?”: continuano a ripetermi», si limita a dire l'avvocato Coruzzi. Mentre il pensiero torna a mercoledì scorso. All'attesa di Marcus. Che non poteva arrivare. Inerte in quel lettino.

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