Parma Calcio
360' al giro di boa e un avviso alle naviganti nei bassifondi: il terzultimo posto a metà campionato non si è mai tramutato in retrocessione negli ultimi cinque anni. Ma, in ogni caso, è sempre preferibile mettere nelle ultime quattro giornate del girone d'andata quanto più fieno possibile in cascina per avvicinarsi alla quota salvezza, probabilmente, numeri alla mano, in linea con quella della scorsa stagione. Dai 17 punti del Torino ai 6 della Fiorentina, staccata ma con un organico di livello superiore rispetto alla concorrenza: ci sono otto squadre racchiuse in undici lunghezze ma tra asterischi, dovuti ai rinvii delle partite a causa della Supercoppa, e scontri diretti, la classifica potrebbe subire importanti scossoni da qui a metà gennaio.
Un mese di fuoco, in cui il Parma, atteso da un calendario tutt'altro che agevole, dovrà affrontare Fiorentina in casa, Sassuolo al Mapei Stadium poi in una settimana l'Inter degli ex Chivu e Bonny e le due trasferte ravvicinate di Lecce e Napoli nel recupero del quindicesimo turno. Ma già dopo la sfida ai viola il quadro sul futuro a breve-medio termine potrebbe essere più chiaro.
Guardando le rivali, in salita si preannuncia, soprattutto, il cammino del Lecce, attualmente a più quattro sulla zona rossa, che se la vedrà, in rapida successione, con Como, Juventus, Roma e Inter, tutte nella parte alta della graduatoria, e qualche difficoltà potrebbero incontrarla anche Verona (Bologna, Milan e Napoli) e Genoa (Atalanta, Roma e Milan). Al contrario, in linea teorica, Cagliari (Pisa, Torino e Cremonese) e Torino (Sassuolo, Cagliari, Verona e Udinese) avranno l'occasione di allungare sul resto delle pericolanti.
Ma anche chi si troverà più in alto non potrà sentirsi troppo al sicuro: nel recente passato, andando a ritroso, Empoli, il duo Sassuolo-Frosinone, Spezia, Venezia e Benevento, tutte ben al di sopra della linea di galleggiamento, scialacquarono nel girone di ritorno vantaggi anche cospicui compresi tra i tre e gli otto punti (memorabili le rimonte dalle retrovie di Verona, Salernitana e Torino), scivolando poi inopinatamente in serie B. Meglio, però, dimenticare la storia e non fare troppi calcoli.
Marco Bernardini
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