Salute
Quest'anno l'influenza sta giocando d'anticipo.
Lo sanno bene i tanti bambini che - soprattutto nell'ultimo periodo - stanno facendo i conti con i sintomi che questo virus stagionale porta con sé. L'anno scorso si era registrato il picco a gennaio, quest'anno invece è atteso entro fine anno. Lo dicono i numeri, ma anche gli accessi al pronto soccorso pediatrico.
A fare il punto della situazione è Icilio Dodi, direttore della struttura complessa di Pediatria generale e d'urgenza dell'ospedale dei bambini del Maggiore.
Accessi in crescita
«Nei primi quindici giorni di dicembre - spiega - abbiamo registrato 1.200 accessi, davvero tanti se consideriamo che in media abbiamo ne abbiamo 21mila all'anno». «La previsione, per questo mese di dicembre - prosegue - è di superare quota 2.500, all'incirca un centinaio al giorno. Si tratta di una pressione importante che aumenta nei weekend, quando i pediatri di famiglia non lavorano, ed è invece più contenuta nei giorni feriali».
I ricoveri
Per quanto riguarda i ricoveri pediatrici, «dicembre, gennaio e febbraio - osserva - sono da sempre i mesi che fanno registrare più ricoveri. Mediamente, in questo periodo, registriamo più di duecento ricoveri al mese».
I sintomi
L'influenza di quest'anno porta «una importante sintomatologia febbrile - rimarca lo stesso Dodi - che può superare anche i quaranta gradi. La febbre inoltre può durare anche per quattro o cinque giorni di fila».
La fascia più colpita è quella tra gli 0 e i 4 anni. «L'incidenza in questo caso, è già intorno ai quaranta malati per mille - afferma -, ma i prossimi giorni verrà sicuramente superata».
Vaccinarsi
L'invito di Dodi è quello di sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale, «raccomandata anche nei bimbi sani, soprattutto quelli che frequentano le comunità infantili». «Invito - dichiara - a sfruttare l'ormai imminente periodo di chiusura di nidi e materne per vaccinare i più piccoli». «Dai due anni in avanti - precisa - è possibile fare un vaccino sottoforma di spray nasale, evitando così l'iniezione. Si tratta di una soluzione molto pratica che non traumatizza il bambino».
Gli altri virus
Assieme all'influenza, circolano tanti altri virus: parainfluenzali, respiratori, ma anche polmoniti e bronchiti. In calo invece le bronchioliti «da quando è stata inserita la relativa profilassi».
Possibile anche dover fare i conti con più infezioni in contemporanea.
Antibiotici, non abusarne
«Bisogna fare ricorso agli antibiotici solo quando serve- ribadisce Dodi - la maggior parte delle forme respiratorie e febbrili sono di tipo virale e quindi curabili senza ricorrere al loro utilizzo».
Non solo. «Se un bambino è sano e ha un'alimentazione varia può tranquillamente avere difese adeguate per virus di tipo virale - continua - . Prima di ricorrere alla terapia antibiotica è sempre bene rivolgersi al proprio medico».
Antipiretici
In caso di febbre alta è fondamentale idratare i bambini e utilizzare degli adeguati antipiretici. «È bene privilegiare il paracetamolo - sottolinea Dodi - mentre non è raccomandato l'utilizzo di altri antipiretici come i derivati dell'aspirina. Se le condizioni del bambino permangono serie è importante ricorrere alla valutazione del proprio pediatra».
Le raccomandazioni
Il consiglio più importante che riguarda soprattutto i più piccoli, è quello di evitare di frequentare luoghi chiusi molto affollati. In questi luoghi è più facile contagiarsi.
Conviene sfruttare al massimo le belle giornate, facendo passeggiate all'aria aperta: il freddo non costituisce fattore di rischio. «I bambini devono svolgere tranquillamente le loro attività - spiega infine Dodi -. Importante inoltre approfittare delle vacanze per farli riposare tranquilli, perché l'inverno è ancora lungo».
Luca Molinari
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