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«Vado a fare a pezzi la mia ex moglie»: avverte i carabinieri e viene bloccato. Un mese di minacce e terrore per la donna

«Vado a fare a pezzi la mia ex moglie»: avverte i carabinieri e viene bloccato. Un mese di minacce e terrore per la donna

20 Dicembre 2025, 03:01

«Voglio uccidere la mia ex moglie, la devo fare a pezzettini e solo dopo troverò pace». Coltello serramanico in tasca, mentre macinava metri camminando a grande velocità in strada, era stato lui stesso a chiamare i carabinieri per avvertirli. Solo una smargiassata, forse, tuttavia quando i militari l'avevano bloccato, poco dopo, avevano effettivamente trovato la lama lunga una decina di centimetri. Ma quella era solo l'ultima di una serie di minacce che la donna aveva dovuto subire.

Uno scampolo d'estate, tra giugno e luglio scorso, in cui l'ex marito era diventato un'ombra inquietante. Aveva cominciato con messaggi pacati, per tentare un riavvicinamento, poi i toni erano diventati sempre più aggressivi. Inquietanti. Fino all'idea di quella spedizione, armato di coltello. E, una volta finito ai domiciliari, il 21 luglio scorso, per altro in ospedale, a causa di problemi di salute che si trascinava da tempo, si era allontanato dal Maggiore, finendo poi in carcere. Origini foggiane, 52 anni, accusato di stalking aggravato ed evasione, è stato condannato a 1 anno e 8 mesi dal gup Sara Micucci. La scelta del rito abbreviato gli ha consentito di beneficiare dello sconto di un terzo della pena, inoltre gli sono state concesse le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti. All'ex moglie, che si era costituita parte civile, è stata riconosciuta una provvisionale di 2mila euro, in attesa dell'eventuale risarcimento in sede civile.

Quasi venticinque anni di vita insieme, due figlie, ma anche due ombre pesanti che Paola (la chiameremo così) aveva cercato di dissipare per tanto tempo. Prima l'alcol poi il gioco d'azzardo avevano distrutto la salute di suo marito e si erano divorati anche il loro rapporto. Anche dopo la separazione, tuttavia, Paola aveva cercato di stargli vicino, soprattutto quando aveva bisogno di assistenza durante i ricoveri in ospedale. Ma lui aveva deciso di «leggere» altro in quei gesti generosi: un ritorno della ex. Che però era solo nella sua testa. Nei suoi desideri. Fino a diventare un ordine da imporre.

Non aveva lasciato spazio ad alcuna speranza, Paola. Il rapporto di coppia, per lei, era finito. E lui era diventato sempre più insistente. Furioso contro chi (reale o immaginario che fosse) poteva aver preso il suo posto accanto a lei. Paola l'aveva querelato, ma già pochi giorni dopo lui era tornato alla carica con un diluvio di messaggi allarmanti. «Digli a quello con cui vai a letto che se dovessi vederlo al tuo fianco, gli mangio il cuore», le scriveva.

Settimane di una tensione logorante per Paola. Aveva la percezione nitida che la sua aggressività stesse crescendo. Diventando incontrollabile. Aveva paura per sé, ma anche per la figlia e per la sua migliore amica, che lui riteneva una delle artefici della rottura del loro rapporto. Terrorizzata da quell'uomo che le aveva inviato anche un video straripante di minacce: «Tu brucerai con me, e ripeto, porta questo video ai carabinieri, alla polizia, a chi vuoi, ma tu, i tuoi, i miei ultimi giorni, resterai abbracciata a me con il fuoco che ci circonda».

In quel mese e mezzo Paola aveva rischiato di crollare. Fino a quel 9 luglio, quando i carabinieri erano andati direttamente a casa sua dopo aver bloccato il suo ex con il coltello. Era stato lui a farsi fermare. Eppure, quella sensazione di pericolo le si è infilata sotto pelle. E non se ne vuole andare.

Georgia Azzali

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