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Il bimbo morto a 7 anni nell'Oncoematologia pediatrica

L'ultimo viaggio di Riccardo Babboni, pompiere «onorario»

L'ultimo viaggio di Riccardo Babboni, pompiere «onorario»

21 Dicembre 2025, 03:01

L'ultimo viaggio, il piccolo Ricky (Riccardo Babboni all'anagrafe, un'anagrafe che avrebbe segnato otto anni fra 12 giorni) lo farà da vigile del fuoco «onorario»: i genitori hanno voluto mettere nella piccola bara anche due distintivi che i vigili del fuoco, in visita all'Ospedale dei bambini, gli avevano regalato qualche giorno fa.

L'ultimo viaggio di Ricky segue un altro lungo viaggio, quello della malattia che lo aveva colpito a tre anni. Una diagnosi dura da affrontare (che è un macigno solo a nominarla: tumore cerebrale) per lui e per i genitori Giulia Agnesucci (dipendente Fiasa) e Simone Babboni, libero professionista. Anni di interventi chirurgici (ben 12), di radio e chemio, di terapie sperimentali, anche all'ospedale Bambin Gesù di Roma. «Sì, è stato lungo, e meno male c'era Ricky. Perché era lui a darci coraggio e serenità, lui sempre sorridente, curioso, avido di amicizie» dice la mamma Giulia. Che nel ricordare il figlio spera, dice, di «mandare comunque un messaggio di speranza e di vita. Perché Ricky ha vissuto tutto senza un lamento, con una delicatezza e sensibilità estreme. Nelle ultime ore, al suo capezzale nella Oncoematologia pediatrica dell'ospedale Maggiore, gli ho chiesto: “Come stai?”. Mi ha sorriso: “Tutto bene, mamma”» Riccardo se ne è andato venerdì.

La scoperta della malattia era avvenuta casualmente, nel 2021, quando Ricky era caduto dalla bici: la corsa in ospedale, la Tac per verificare che fosse tutto a posto. E tutto a posto non era.

Eppure, dice sempre la mamma, nonostante tutto Ricky è riuscito a fare una vita «seminormale». Frequentava la scuola Don Milani, in via Montebello («che per lui ha creato occasioni di condivisione, non lo dimentichiamo e li ringraziamo»), ma tante erano le lezioni anche in corsia e con la dad, durante le terapie. «Adorava stare in mezzo agli altri, era molto socievole, sempre al centro dell'attenzione. E aveva imparato a rispondere senza vergogna alle domande ingenuamente invadenti dei compagni: “Perché non hai capelli?” “Faccio una speciale terapia”. “Perché sei mancato per tanti giorni?” “Avevo i valori bassi”» ricorda la mamma.

Anche in corsia, all'ospedale Maggiore, Riccardo era un vulcano: giocava con gli infermieri, rimproverava scherzosamente i medici. La notizia della sua morte ha suscitato commozione anche in chi la morte la maneggia quotidianamente.

Fra i suoi passatempi preferiti, il Lego. «Praticamente ho un negozio in casa, ci passava giornate intere» dice mamma Giulia, trovando la forza per un sorriso. E poi la passione per i cantieri, con quelle gru che fanno volare in aria pesi enormi, e soprattutto per i vigili del fuoco, di cui parlava spesso. Un anno fa era arrivata anche la sorellina Bianca: quasi un nuovo scintillante giocattolo, con un carico di gioia e calore.

Il crollo tre mesi fa, dopo il primo giorno di scuola: la difficoltà a muoversi, il ricovero, i viaggi nell'ambulanza della Pubblica «i cui volontari non ringrazieremo mai abbastanza», dicono i genitori.

E tanti altri sono i grazie che i genitori vogliono dire: «A tutto il personale dell'Oncoematologia pediatrica e della Neurochirurgia, a Noi per Loro, a Giocamico». Per onorare un bambino così ricco di speranza e di vita, i genitori chiedono non fiori, ma donazioni a Noi per Loro (Iban IT09M06230127810 00036513213) e Giocamico (Iban IT86 L030 3212 7050 1000 0002 943). «Siamo sicuri che lui vorrebbe così: poter aiutare chi vive la sua stessa storia».

L'addio sarà in forma strettamente privata, in un luogo dove Riccardo amava trascorrere lunghi periodi. L'ultimo saluto si potrà dare oggi a Langhirano, alle Onoranze funebri Barili, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.

Monica Tiezzi

© Riproduzione riservata

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