Caccia selvaggia
Tre poiane prese a fucilate in pochissimo tempo. Una non ce l'ha fatta, la seconda si è salvata e la terza sta lottando tra la vita e la morte, con un pallino conficcato vicino al cuore.
Una specie protetta in Italia, tutelata dalla normativa nazionale e internazionale. Ma evidentemente c'è chi se ne infischia e spara a tutto quello che si muove, anche agli animali e agli uccelli non cacciabili.
«L'ultima poiana è stata ritrovata domenica scorsa vicino alla città - spiega Gianluca Lucchini, coordinatore delle guardie eco zoofile dell'Oipa, Organizzazione internazionale protezione animali -. Una signora che conosco, perché ha adottato uno dei tanti cani che abbiamo salvato, mi ha chiamato per segnalarmi che sulla tangenziale che porta in via Spezia poco dopo l'uscita di Vicofertile, c'era una poiana ferma sull'asfalto. Quando sono arrivato ho capito subito che non stava bene: era immobile. Ho preso una coperta e l'ho recuperata per portarla a Ivano Chiapponi del Rifugio Matildico. Ci siamo incontrati in via Traversetolo e quando Ivano l'ha vista ha detto: "Da novembre è già la terza che troviamo. Le altre due sono state impallinate, speriamo che questa si possa salvare"».
Dalle verifiche del veterinario e dalle lastre è risultato che anche la poiana della tangenziale è stata presa a fucilate come le altre due, che sono state recuperate da Chiapponi a Carniglia di Bedonia e a Torrile, ma solo la seconda è sopravvissuta. «La poiana trovata in tangenziale - continua Lucchini - è già stata operata e speriamo che possa farcela: il veterinario è riusito a prelevare tutti i pallini che aveva in corpo, ma uno è troppo vicino al cuore ed è impossibile toglierlo». Un bellissimo e regale rapace, che si ciba di insetti e piccoli roditori, per cui indispensabile all'ecosistema. E nonostante sia soggetto a una rigorosa protezione, non viene risparmiata dalla caccia selvaggia, senza nessun scrupolo.
Ferma la condanna della Lipu: «Ci chiediamo - sottolinea Michele Mendi - fin dove si potrà arrivare se passassero le proposte di legge medioevali in ambito venatorio che questo governo cerca di approvare per rendersi bello agli occhi di una micro minoranza che ancora resiste. Chiediamo aiuto ai rappresentanti del mondo venatorio, affinché ci affianchino nel reprimere questi atti isolando e denunciando le mele marce».
Mara Varoli
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