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Gazza ladra

Treccani e dintorni: dall'«ingiocabile» Sinner a «dizi», le serie turche. Le parole ci raccontano

Treccani e dintorni: dall'«ingiocabile» Sinner a «dizi», le serie turche. Le parole ci raccontano

28 Dicembre 2025, 03:01

Le parole tra noi leggere svaniscono nella disabitudine mentre altre, estranee fino a poco fa, ricevono l’attestato di valore entrando nella Treccani, non so se l’Accademia della Crusca, di cui mi guardo bene del sapere come mai si chiami così, ma insomma è un classico che si rinnova ogni anno, differente però, un anno via l’altro nel contenuto, via desueti vocaboli e dentro altri, un giochino carino e sorprendente che ci spiega come stiamo cambiando nel linguaggio.

Si levino lodi per le ormai consunte parole moribonde che, vai a sapere perché, mi attraggono più del torrone mandorlato. In agonia il termine «malvivente» o il fratello più carognesco «malfattore». Avranno avuto maggior utilizzo le espressioni contrarie, cioè un «benvivente» o il «belfattore», che sembra un potenziale titolo per una soap agreste, molto mediterranea. A proposito di soap, festeggiamo l’ingresso nelle nuove parole di «dizi» che sta per «televizyon dizileri», il termine turco che indica le serie televisive. Ma tu pensa che la Turchia l’abbiamo sempre trattata non benissimo, tipo «fumare come un turco» (mi asterrei dallo specificare i dettagli del bagno «alla turca»…).

Poi se si affronta lo «chic», bifolco che non sono altro, si scrive così e non come ho fatto per decenni nella convinzione di emulare Catherine Deneuve «scick». Si può adoprare «mascolinità fragile» (lascia intendere che sia anche quella che mascolinità fragile non è, o è una definizione, come si fa per il contenuto dei pacchi). Chiarissima è la definizione «occhi spaccanti», coniata da Raul Bova per una vicenda di corna o quasi.

Lodi per l’ingresso nella Treccani di un tributo a Sinner con il vocabolo «ingiocabile» mentre per una realtà neanche più capace di fare "scena" con «maranza», negli usi attuali, giovane che fa parte di comitive o gruppi di strada chiassosi, caratterizzati da atteggiamenti smargiassi e sguaiati e con la tendenza ad attaccar briga, insomma dei fuori moda, fuori dal centro, fuori stile avendone uno che tale non si può definire, ma, si sia cortesi anche verso chi arranca senza speranza d’emergere, anche se c’è chi trova il maranza anche carino, belloccio, tutto il contrario degli «zombie drogati» coi Fentanyl, un po’ come accade già da anni con «The walking dead», dove i morti viventi sono assetati di sangue, altrimenti definiti «i non mortazza». Dalla politica giunge «l’amichettismo», rimembrando un Nanni Moretti di stagione, ma per quelle persone che ne sanno più degli altri, più di tutti, li chiamerei «gli infrequentabili», c’è l’abuso di «dissing» scambio di accuse caratterizzato da toni esagitati e insulti, penetrato nel dibattito politico come nella vita quotidiana. O il «Maga» che non è una strega pratica in fatture ma l’acronimo di «Make America Great Again», che appartiene al presidente Donald Trump che ora ha una gatta da pelare per via delle frequentazioni con giovinette delle quali nemmeno Melania sapeva (beh, come non ricordare i presidenti che furono, i Kennedy che si spupazzavano la Monroe e Clinton con Monica Lewinsky nello Studio ovale della Casa Bianca, una vicenda che non poté passare "inosservata", anche se Bill inizialmente negò vi fosse mai stata una liaison).

L’ultima parola, e torniamo al vocabolario desueto, è «menzognero»: per il 2026 non ne vorremmo auscultar niuna… Basta coi dazi e la sanzione... a voi la rima baciata e..… Buon Anno!!!

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