la protesta
«Un ascolto sordo». Così i residenti di piazzale Serventi e delle zone limitrofe definiscono l’incontro avuto lo scorso novembre nell’ambito del processo partecipativo «Il giardino ritrovato». Un incontro durante il quale gli abitanti dell'Oltretorrente hanno criticato la decisione del Comune di eliminare i posti auto dal piazzale.
«Il facilitatore e i cinque assessori intervenuti - dichiarano i residenti alla Gazzetta di Parma - sembravano avere colto le principali e concrete criticità che abbiamo sollevato in sede di dibattito pubblico, ma il Concorso di idee pubblicato sul sito del Comune il 24 dicembre dimostra l’esatto contrario. Proseguono per la loro strada, dimostrando concretamente di non ascoltare chi quotidianamente vive, abita o frequenta per lavoro o tempo libero la zona dell’intervento».
Come confermato anche in alcune lettere pubblicate dalla «Gazzetta», in piazzale Serventi le righe blu consentono a molti automobilisti di utilizzare il parcheggio per motivi di lavoro, per fare acquisti o frequentare locali. «Togliere posti auto, che ancora non si sa se, e dove, verranno eventualmente compensati in una zona che è già tra le più carenti di Parma, significa penalizzare fortemente cittadini e lavoratori, oltre che costringere i residenti a lasciare l’auto a chilometri di distanza, percorrendo tragitti a piedi che specialmente nelle ore serali non sono per niente sicuri», scrivono i residenti.
A ciò si aggiungono le criticità già evidenziate durante l'incontro pubblico da alcuni tecnici residenti: il tipo di intervento inserito nella scheda premiata in sede di bando regionale non sarebbe tecnicamente attuabile, sostengono, in quanto i terreni argillosi, per loro natura impermeabili, non consentono l’infiltrazione delle acque in sottosuolo. Non solo: i residenti sostengono che la rimozione delle pavimentazioni impermeabili provocherebbe un rammollimento dei terreni che influisce negativamente sulla stabilità degli edifici più antichi del piazzale, in quanto non hanno fondazioni profonde.
«In quella zona - spiegano i tecnici - sorgeva anche l’antica chiesa di Santo Spirito ad occupare circa metà della superficie del piazzale, tanto che nel tratto di strada corrispondente non venne nemmeno realizzata la pubblica fognatura».
Infine, dal punto di vista della resilienza in termini di rischio idraulico, sostengono i residenti nella nota inviata alla «Gazzetta», l’intervento prospettato «non ha alcun pregio effettivo, né a livello locale, né men che meno a livello di bacino scolante del canale Abbeveratoia, recapito finale delle acque di pioggia».
Anche sulla piantumazione di nuove alberature, a fronte della presenza del Parco Ducale a meno di cinquanta metri, i cittadini nutrono forti dubbi, così come sull’incremento del cosiddetto «albedo» delle pavimentazioni da adottare nell’intervento, che a fronte della riduzione del calore trattenuto al suolo ne aumenterebbe la riflessione verso gli edifici circostanti.
Non da meno il problema relativo alla sicurezza. «Nei documenti del concorso di idee - continuano i residenti - si legge che l’intervento andrebbe a mitigare la percezione di insicurezza della zona. In realtà si rischia di ottenere l’esatto contrario: proprio perché utilizzata e vissuta come parcheggio a rotazione, il piazzale oggi è molto più sicuro di altre zone limitrofe nel quartiere. Tolti i parcheggi e senza assegnare una funzione chiara all’area, si ha la certezza di replicare un “non luogo” perfetto per essere colonizzato dalle consuete forme di degrado presenti da tempo in altre piazze».
Inoltre, l'idea dichiarata dall’amministrazione nei documenti del bando di produrre un «elemento continuità ideale tra parco, serre ed il contiguo complesso di Santa Teresa, con il verde come elemento identitario oltre che funzionale alla vivibilità dei luoghi» non affronterebbe la realtà dei fatti che vede l’area verde interna al complesso Santa Teresa interclusa ai cittadini nonostante la sua natura pubblica.
Sono già oltre 200 le firme raccolte per chiedere all’amministrazione di ripensare l’intervento. «Non siamo contrari alla ristrutturazione del Teatro del Vicolo e delle serre comunali, ma non si può pensare di ristrutturare gli edifici attingendo ad un finanziamento che implica interventi sul piazzale non certamente condivisi con i cittadini e destinati a creare disagio, danni agli edifici e degrado».
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