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VIA LANGHIRANO

Ubriaco, provoca un incidente distruggendo la vita di un 31enne. E poi patteggia 2 anni e 4 mesi

Ubriaco, provoca un incidente distruggendo la vita di un 31enne. E poi patteggia 2 anni e 4 mesi

21 Gennaio 2026, 03:01

C'era un'altra vita prima di quel 4 luglio 2021. Luca (lo chiameremo così) aveva un'altra vita prima di quel giorno d'estate. Un furgone che spunta improvvisamente dall'altra corsia, centra in pieno la sua piccola utilitaria, e spazza via tutto: lavoro, progetti e sfide. Aveva solo 31 anni, allora, e tutti gli orizzonti della sua esistenza sono cambiati: ha dovuto abbandonare la divisa da sottufficiale dell'Esercito, e le conseguenze di quel terribile incidente rimarranno per sempre. Uno scontro senza che Luca potesse fare qualcosa per evitarlo. Chi era alla guida del furgone era ubriaco, con un tasso di 1,18 grammi per litro, più del doppio rispetto al limite consentito: tunisino, 57enne, accusato di lesioni gravissime, con l'aggravante della guida in stato di ebbrezza, dopo l'accordo con il pubblico ministero, ieri ha patteggiato 2 anni e 4 mesi davanti alla giudice Cristina Pavarani. La patente è stata sospesa per 2 anni.

Quel pomeriggio Luca stava percorrendo con la sua Panda via Langhirano lasciandosi alle spalle la città. Erano da poco passate le 3, il traffico abbastanza scarso di un primo pomeriggio di luglio, quando improvvisamente aveva visto quel furgone macinare metri. A Fontanini, appena superata l'intersezione con strada Alberi, si era trovato il muso di quel Fiat Iveco a pochi centimetri: il mezzo, che stava viaggiando in direzione di Parma, aveva sorpassato la macchina davanti nel momento in cui dall'altra parte stava arrivando la Panda. E l'impatto era stato inevitabile.

Terribile. Devastante. L'utilitaria era stata sbalzata fuori strada finendo in parte sul guard rail a lato della carreggiata. Luca era rimasto incastrato: le gambe bloccate dal motore che era rientrato nell'abitacolo. I vigili del fuoco avevano dovuto tagliare le lamiere dell'auto per riuscire ad estrarlo, mentre in via Langhirano era arrivata anche una pattuglia della polizia locale per i rilievi. Poi la corsa in ospedale. Anche l'autista del furgone era rimasto ferito, seppure con lesioni di media gravità.

Per Luca era cominciato quel lungo cammino di sofferenza. Per lui e la famiglia, in particolare la madre, nominata amministratrice di sostegno, quando poi è diventato drammaticamente chiaro che qualcuno avrebbe dovuto farsi carico delle scelte e delle decisioni della vita di Luca. Era stato subito ricoverato in Rianimazione, e per giorni si era dubitato che ce la potesse fare. Ma fin da subito era chiaro che se fosse sopravvissuto, avrebbe dovuto affrontare un difficilissimo percorso di riabilitazione. Dimesso dal Maggiore, infatti, era stato portato al Cardinal Ferrari, il centro di Fontanellato specializzato nel trattamento dei pazienti con gravi lesioni cerebrali. Un percorso ad ostacoli. Con qualche timida speranza. E la consapevolezza che nulla potrà essere come prima.

Georgia Azzali

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