Serie A
Da Bologna al Verona: nel giro di una settimana, il «CardioParma» è tornato a colpire anche in questa stagione. Le reti, oltre il novantesimo minuto, di Ordonez e Pellegrino, entrambi argentini (proprio come Crespo, autore del «gol definitivo» al 91' contro la Juve nel gennaio del 2000) ex Velez, hanno regalato due vittorie consecutive pesantissime per il morale e, soprattutto, la classifica. Confermando, al netto di qualche delusione in coda, specialmente, in serie A, una costante degli ultimi tre anni: quando le energie iniziano a scarseggiare e il tempo si assottiglia sempre di più, il Parma esce spesso alla distanza e porta a casa punti insperati nella maniera più rocambolesca possibile. Nulla è frutto del caso o della fortuna perché chi segna in pieno recupero dimostra di crederci fino alla fine e di voler a tutti i costi raggiungere un risultato positivo.
Dulcis in fundo
Ai gialloblu è capitato diverse volte nella stagione 2023-24, quella della promozione in serie A, con i ragazzi di Pecchia che, allora forti di una superiorità tecnica mai in discussione, complici anche gli ingressi dalla panchina, riuscivano a fare la differenza negli istanti conclusivi, ribaltando in extremis partite dall'esito, all'apparenza, già scritto. Emblematici, in tal senso, il destro al volo di Camara che al 100' decise lo scontro diretto col Venezia al Tardini e sempre tra le mura amiche l'incredibile rimonta, da 1-3 a 3-3, firmata da Mihaila e Charpentier ai danni del Palermo agguantato al fotofinish. Poi anche in A da neopromossi la zona Cesarini, ribattezzata «zona Parma», aveva lasciato il segno al Via del Mare, in cui tra il 93' e il 95' l'ex Almqvist e Hainaut recuperarono il doppio svantaggio al Lecce e poi a fine dicembre 2024 l'incornata di Valenti al 98' piegò la resistenza del Monza, consegnando un successo d'oro nella corsa salvezza. Certificata all'ultima giornata dal blitz di Bergamo e dal sinistro deviato di Ondrejka al 91', che blindò la permanenza in categoria della squadra affidata in corsa a Cristian Chivu. Da lì, il «CardioParma» si era preso un periodo sabbatico fino al micidiale uno-due tra Bologna e Verona, che testimonia una maggior qualità dei cambi, un coraggio, per certi versi, inedito (la scelta di rischiare uno schieramento ultraoffensivo con gli scaligeri, rimasti già dall'11' in inferiorità numerica, ha pagato) e la crescita di un gruppo giovane, atteso dalla prova di maturità domenica a San Siro.
La beffa di San Siro
Teatro, il 26 gennaio di un anno fa, di una beffa atroce in controtendenza rispetto a quanto avviene dal 2023 ad oggi: il Parma, infatti, conduceva 2-1 alla «Scala del Calcio» poi il Milan effettuò il clamoroso sorpasso in extratime grazie ai centri di Reijnders al 92' e Chukwueze al 95' nella gara, probabilmente, spartiacque della gestione Pecchia. A Cuesta il compito di «vendicare» quella sconfitta e far vedere che i crociati non mollano mai. Nemmeno al cospetto delle «grandi».
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