Dopo l'incidente dell'altra sera sull'Asolana
Scarsa visibilità in una notte buia, una strada troppo stretta per il traffico che la assedia a qualunque ora, forse una tragica leggerezza. Sono molte le possibili concause del gravissimo incidente avvenuto martedì sera, dopo le 23 sulla Asolana, nel tratto dopo la Certosa, nel quale è rimasto coinvolto un 25enne che ora si trova ricoverato nel reparto di Rianimazione del Maggiore. E le sue condizioni sono disperate.
Secondo le prime ricostruzioni il giovane, originario della Sicilia e trasferito nella nostra città per lavoro stava percorrendo la strada quando è stato centrato da un Skoda che viaggiava nella stessa direzione. Ed è stato un urto devastante.
Il giovane è stato sbalzato a diversi metri di distanza dopo aver colpito il vetro anteriore della macchina. E subito è apparso chiaro che le ferite riportate erano terribili: sull'Asolana sono arrivate l'automedica e l'ambulanza del 118 che hanno prestato le prime cure al giovane che era privo di sensi. Quindi la corsa a sirene spiegate in ospedale dove è stato subito ricoverato in Rianimazione. E ora i medici stanno lottando per salvarlo.
Per gli accertamenti sono intervenuti gli agenti della polizia locale che stanno cercando di capire se la vittima fosse in sella ad una bici o se la stesse spingendo.
«In ogni caso questa strada è una trappola pericolosissima - hanno spiegato alcuni residenti della zona -. Al lato dell'asfalto non c'è una banchina e chi la percorra in bici è di fatto in mezzo all'asfalto. E rischia di morire. Se ci si aggiunge che l'illuminazione è assente e che la segnaletica è spesso sbiadita si capisce il rischio. Tra l'altro spesso, nelle ore serali, su questa strada si spostano le persone in bici o in monopattino che lavorano nelle molte aziende della zona: capita che non abbiano neppure il fanale e quindi per chi sopraggiunge il rischio di urtarli è alto. Ma oltre a questo c'è un problema storico: il traffico è continuo e la strada è stretta: se due mezzi pesanti si incrociano devo per forza spostarsi a destra. E per chi viaggia sul bordo non c'è spazio. I tanti incidenti, i troppi morti di questi anni lo dimostrano. Ogni giorno si rischia una tragedia».
r.c.
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