GENTE DI CAMPAGNA
Cà d’Alfieri: il sogno di Veronica e Paolo prosegue quello (già raccontato da questa rubrica) di Luisa e Maurizio, nella coltivazione biologica, in terra bardigiana, di orticole e frutti con produzione di composte, salse, sott’oli.
La Bottega è il laboratorio interno, certificato anch’esso bio dal 2022. «Originari della bassa reggiana - spiegano i titolari dell’azienda - ci siamo trasferiti in Appennino quattro anni fa. Una di quelle scelte per cui dici “adesso o mai più”. Io facevo l’operaio, mia moglie la segretaria. Eravamo apicoltori a tempo perso, che poi è diventato sempre più pieno. Avevamo già la casa a Bardi da una quindicina di anni: stava diventando faticoso andare avanti e indietro nel weekend. La domenica la macchina tirava un po’ a ritroso, quando era il momento di tornare verso la bassa. Ad un certo punto ci siamo detti: ok, molliamo tutto e andiamo. Conoscevamo già Cà d’Alfieri, perché fornivamo a Luisa e Maurizio il miele per i vari mercati. Loro desideravano rallentare, così ci siamo trovati al momento giusto. Siamo subentrati nell’attività con l’affiancamento di un annetto per le lavorazioni di agricoltura biologica in serra e in campo aperto, le ricette e il laboratorio, già ben strutturato con macchinari per pastorizzare e invasettare».
Pomodori, cipolle, molto peperoncino, insalata, verze, zucchine sono i prodotti di Paolo Codeluppi e Veronica Perrone. Una volta alla settimana le verdure fresche vengono consegnate al gruppo di acquisto “Io mangio locale“, ma una parte è trasformata in salse, giardiniere, passate di pomodoro, salse piccanti. Tramite negozi e mercati agricoli, come piazzale Barbieri e piazzale Maestri a Parma, poi, la vendita giunge al dettaglio. Cà d’Alfieri mette in vaso anche confetture e composte di frutta, queste ultime perfette per sposare i formaggi in tavola. Frutti antichi, mele, prugne, frutti di bosco, mirabolano, ribes, more, lamponi sono tra le loro prelibatezze, che sfociano in curiosità come la Composta di fragole al peperoncino o il Bacio di satana al tonno e acciughe. Poi ci sono le api: il primo amore.
Con una cinquantina di arnie all’attivo, Veronica e Paolo spaziano dal miele monoflora, come il castagno, al millefiori primaverile e estivo. Per l’acacia le arnie vengono spostate ad altitudine minore, ma la varietà è sempre più rara per la stagionalità, condizionata dall’imprevedibile clima di primavera. «Con questa scelta non ci siamo certo semplificati la vita, ma non torneremmo mai indietro. Anche i nostri figli - concludono i coniugi - si stanno appassionando alla coltivazione come al laboratorio. Michele studia Agraria e Federico frequenta l’Istituto alberghiero. Saremo felici se vorranno portare avanti questa nuova attività di famiglia: l’abbiamo tanto desiderata fino a realizzarla».
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LA SCHEDA
Nome: Paolo Codeluppi e Veronica Perrone.
Età: 48 e 47 anni.
Segno zodiacale: Leone e Cancro.
Studi: Grafico pubblicitario e Ragioneria.
Hobby: Restauro, Vespe e lettura.
Sogno nel cassetto: «L’abbiamo realizzatato cambiando completamente vita in un posto meraviglioso e con un lavoro che dà tante soddisfazioni».
Azienda: Azienda agricola del Borgo, loc. Bergazzi 200, Bardi.
Attività: Apicoltura, produzione e trasformazione orticole, frutti di bosco e frutti antichi.
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