×
×
☰ MENU

PIAZZA GARIBALDI

Gli iraniani: «È il giorno più bello della nostra vita»

La comunità iraniana di Parma in festa dopo l'annuncio della morte di Khamenei: balli, canti e foto dei dissidenti uccisi, tra gioia e timori per i familiari in Iran

Gli iraniani: «È il giorno più bello della nostra vita»

02 Marzo 2026, 03:01

La festa è iniziata sabato sera, dopo l'annuncio della morte di Khamenei, la guida suprema dell'Iran.

La comunità iraniana di Parma - composta da circa trecento persone, in gran parte studenti universitari - è scesa in piazza per esternare pubblicamente tutta la propria gioia.

Balli, canti e tante bandiere sabato sera sventolavano in piazza Garibaldi dove, per l'occasione, sono state posate a terra anche decide di fotografie di giovani dissidenti uccisi dal regime di Teheran. Ieri pomeriggio si è tenuto un'altra momento di festa. Una quarantina di persone si sono date appuntamento in piazza per poi passeggiare pacificamente per le vie del centro fino alla Cittadella. «Siamo tutti contenti» commenta il rappresentante della comunità iraniana Ashkan Rostami. Ingegnere, vive a Parma da oltre dieci anni e ha fondato un think tank che si chiama Istituto per il nuovo Medioriente, think tank che lavora per la pace e l'alleanza con Israele. «C'è preoccupazione per i nostri cari - aggiunge Rostami - ma abbiamo sentito amici e parenti e stanno bene e anche loro sono tutti contenti. Tanti stanno festeggiando in tante piazze perquello che accade nel nostro Paese».

Mahi Ghavami, presidente associazione italo-persiana, non nasconde la propria gioia. «Sono felice perchè vivevamo nel terrore - afferma - ogni giorno ci chiedevamo chi sarebbe stato ucciso. In questi anni ci sono state tantissime condanne a morte e arresti e torture terribili. Quindi per noi finisce una sofferenza che durava 47 anni».

Mahi da quasi 10 anni non torna in Iran dove tutt'ora viva la sua famiglia. «Mi chiedevo se sarei mai riuscita a vedere mio padre - afferma - e ora sono felice di sapere che potrò tornare a vederlo». «Finalmente - continua - riusciamo a togliere un velo di oppressione dall'Iran». «Ho studiato scienze motorie a Parma e ora sono titolare studio di neuropilates - precisa - l'Italia è la mia seconda patria».

Tanti altri preferiscono parlare in forma anonima, per paura di eventuali ritorsioni sui propri parenti che vivono in Iran. «Non potrei essere più felice di così - commenta una ragazza - è stato un momento di liberazione che avevamo sognato tante volte, ma mai mi sarei immaginata che Khamenei venisse ucciso: non ero preparata a questo scenario. Ora ho bisogno di urlare la mia gioia a tutto il mondo, è un momento di immensa felicità che non si può descrivere».

© Riproduzione riservata