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Il Ceo del Parma ospite del Rotary Parma

Federico Cherubini: «Consolidare la Serie A e migliore la classifica»

Il dirigente al Rotary Parma: tra visita al Tardini e chiacchiere informali, parola d'ordine sostenibilità

Federico Cherubini: «Consolidare la Serie A e migliore la classifica»

05 Marzo 2026, 03:01

Una sorta di chiacchierata tra amici. Ma il Ceo del Parma aveva davanti gli iscritti al Rotary Parma. Per una serata che comprendeva, oltre all'intervista al massimo dirigente crociato, la visita dello stadio Tardini, una cena informale. Ma il clou appunto era al Museo Ernesto Ceresini dove i rotariani, accolti dalla presidente Sara Rainieri, hanno ascoltato le parole del Ceo del Parma, intervistato da Andrea Pernice, sui grandi temi del futuro del club e non solo. Se, toccando ferro, effettivamente la salvezza è già arrivata, ecco che è già ora di programmare non solo la prossima stagione ma il cosiddetto medio termine. Partendo dai temi della sostenibilità e non solo. «Ringrazio il Rotary Parma per questa visita, per noi è importante incontrare il più possibile la città. In questi spazi, in momenti che vanno oltre gli impegni domenicali».

Così Cherubini ha iniziato a parlare dell'importanza del Parma all'interno del tessuto sociale della città ma anche all'interno del panorama sportivo italiano e non solo. «Quando sono arrivato qui - ha spiegato Cherubini -, non mi rendevo di conto di essere in un club dalle tradizioni così importanti. Quarto club per vittorie internazionali, una storia incredibile. In alcuni momenti della storia di questo club sono state fatte cose incredibili, probabilmente difficilmente ripetibili. E dobbiamo pensare che quelle esperienze del passato fanno parte del nostro patrimonio ma contemporaneamente essere coscienti che ci vorrà tanto tempo anche solo per provare a riavvicinarsi a quei risultati».

Anche perché il calcio ora vive di dinamiche diverse. «Dobbiamo essere coscienti che per il mondo del calcio inizia una nuova era, che ci porti a trovare una nostra identità, che ci porti a competere in maniera sostenibile». Naturalmente pensando anche ai risultati, economici e sportivi. «Competitività e sostenibilità sono deu temi che nel calcio spesso non vanno d'accordo. L'industria calcistica nel mondo vale 50 miliardi, un'industria che quasi non conosce rischi nel senso che il mondo del calcio continua a crescere, impermeabile a molte crisi finanziarie. Solo nel biennio del Covid non è cresciuto. Ma nello scorso anno (stagione 2024-'25) i club di serie A hanno perso 400 milioni su un fatturato di 3 miliardi. Una serie A che per la prima volta ha la maggioranza di investitori stranieri. Senza dimenticare che metà del fatturato del calcio arriva dalla televisione. Con un costo del lavoro che in alcuni casi supera quello del fatturato. Ecco perché è facile capire che per arrivare alla sostenibilità bisogna fare scelte in controtendenza. con il sistema, non perché vogliamo essere diversi, ma perché si deve percorrere un'altra strada. E credo che Parma rappresenti un ambiente ideale per fare un progetto diverso».

Dunque il tema è chiaro: il futuro sta nella valorizzazione dei giovani. «Che non passa solo attraverso la valorizzazione dei calciatori, abbiamo anche una prima linea di dirgenti molto giovani che possono trovare nuove idee. E il bilancio del 2025 che chiuderemo tra poco sarà il primo bilancio in controtendenza (in attivo ndr) dell'era Krause. Un grande risultato». Inevitabile parlare anche di territorio e di sponsor. «Noi siamo una delle poche squadre che ha giocatori dai cinque continenti e ci abbiamo costruito il nostro «one club, one planet» ma questo non significa assolutamente come un voler sganciarsi dal territorio. Anzi. Significa che dai cinque continenti trovano in Parma quella condizione ideale perché questi talenti possano iniziare il loro percorso. E del resto il nostro legame con il territorio è fortissimo: dai nostri abbonati alle istituzioni, l'università, il Teatro Regio, il complesso della Pilotta. Insomma vogliamo essere presenti nella vita della città, delle associazioni, perché credo che il calcio abbia anche un importante ruolo nel tema della responsabilità sociale. Attraverso il calcio possiamo veicolare messaggi importanti».

Parlando poi di calcio, ecco la valorizzazione dei giovani. «Ci sono troppe semplificazioni, dai troppi stranieri alla mancanza dei centri sportivi e così via. In Italia negli ultimi trent'anni abbiamo lavorato male nel tema della formazione. Poi a volte sembra che le squadre giovanili ci siano solo per imposizione federale. E l'investimento diventa una spesa. I giovani calciatori hanno invece anche una valenza economica e quindi c'è la cosiddetta sostenibilità: se un giovane arriva in prima squadra ha costi molto più bassi di un acquisto fatto esternamente. La mia è una critica al sistema perché il nostro settore giovanile sta dando molti rinforzi alla prima squadra».

E allora come sarà il Parma dei prossimi cinque anni? Il tema riguarda il club, i tifosi e la città. «Siamo una delle squadre più giovani in Europa, la più giovane in serie A. L'idea è quella che il Parma diventi un club dove sviluppare il talento. E questo ci permette di alzare l'asticella delle nostre ambizioni. In termini sportivi banalmente si potrebbe dire che si vuole consolidare la serie A e provare a guardare alla parte sinistra della classifica, in futuro. Per evitare le sofferenze della passata stagione peraltro condite da grandi emozioni, pensiamo alle vittorie con la Juventus, con l'Atalanta. Credo che l'anno scorso, nella corsa finale alla salvezza, il Tardini sia stato un valore aggiunto».

Sandro Piovani

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