Sicurezza
Il Medio Oriente è in fiamme: droni iraniani colpiscono l’aeroporto dell’Azerbaigian, una petroliera al largo del Kuwait è stata affondata, un migliaio di navi sono bloccate nello stretto di Hormuz. Teheran è sotto attacco, ma anche l’Europa (vedi Cipro) sta assaggiando il piombo della guerra. Intanto cresce la tensione e l’allerta anche nelle retrovie, dove esplosioni, sangue e morti restano lontane (si spera per sempre). Ieri mattina si è riunito in prefettura il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto dei luoghi sensibili in città, che potrebbero essere un potenziale bersaglio a causa delle tensioni internazionali scatenate dall'attacco americano e israeliano all'Iran.
La sinagoga dei Parma e quella di Soragna oltre all'Efsa sono i tre luoghi ad alto rischio (ma non da ora) sui quali verranno rafforzate la sorveglianza ed i controlli da parte delle forze dell'ordine. Sul tipo di controlli che verranno svolti vige, ovviamente, il più stretto riserbo, ma viene comunque confermata la massima attenzione su questi spazi simbolo.
Ma non è finita, perché su indicazione del ministero dell'Interno la questura ha condotto una ricognizione delle attività produttive, commerciali e di ristorazione che, in virtù del loro legame con Israele o con gli Stati Uniti, potrebbero diventare potenziali obiettivi sensibili nel caso in cui la «temperatura» della guerra dovesse continuare ad alzarsi.
Al termine della riunione - a cui hanno preso parte, tra gli altri, il prefetto Antonio Garufi e il questore Carmine Rocco Grassi, oltre al comandante dei carabinieri Andrea Pagliaro, al comandante della guardia di finanza Gianluca Angelini, al comandante della polizia locale Varno Maccari, all'assessore alla Sicurezza Francesco De Vanna e alla delegata della Provincia alla polizia provinciale, Serena Brandini - però non sono mancate le buone notizie per Parma. Stando ad un'analisi del comitato, la città e il suo territorio non rappresenterebbero, allo stato attuale e da un punto di vista generale, un obiettivo sensibile. «Sotto il punto di vista dell'allarme antiterrorismo, al momento non abbiamo criticità», assicura il prefetto Garufi.
Certo, la situazione è in costante monitoraggio visto il progressivo allargarsi del conflitto su scala globale e per questo anche Parma non vuole farsi trovare impreparata. Tra una settimana, dieci giorni al massimo, il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica dovrebbe tornare a riunirsi per aggiornare, in caso di bisogno, la lista contenente i luoghi sensibili sparsi in tutta la provincia. Non è escluso che, tra i luoghi da proteggere, possano rientrare anche alcune infrastrutture strategiche.
r.c.
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