Religioni
Quest’anno il congresso nazionale dell’Unione Buddhista si è tenuto a Parma. I rappresentanti dei centri dell’Unione buddhista italiana si sono incontrati all’Hotel Parma&Congressi per riflettere ed eleggere il nuovo presidente. Un evento a carattere nazionale, a cui hanno partecipato circa settanta rappresentanti e il viceprefetto della direzione affari di culto, Antonio Tedeschi.
Durante l’evento non sono mancati momenti importanti di riflessione: «Abbiamo dialogato a lungo – racconta Scianna –, anche perché, a causa della pandemia, era da parecchio tempo che non ci trovavamo tutti uniti in presenza». Tra gli argomenti: «La presenza del Buddhismo nella società», il «rapporto tra Buddhismo e Stato» e «l’identità salda di un credo che si confronta quotidianamente con le sfide del mondo».
La religione buddhista è la terza in Italia per numero di credenti, dopo quella cristiana e musulmana. Il rapporto con lo Stato è quindi «costante e molto stretto – rivela il presidente –. Ed è regolato dai dettami costituzionali dell’articolo 8». Inevitabile riflettere sul difficile presente e sulle prospettive future: «La religione buddhista può fornire spunti molto importanti in un’epoca di grande tensione. Può offrire una visione alternativa riguardo il modo di stare e vivere sul pianeta». E anche per un rapporto sereno con se stessi e gli altri: «Tutto è interconnesso – spiega il presidente – dobbiamo basarci sul dialogo, sull’introspezione, ricerca di una pace interiore: questo si rifletterà sul resto del mondo». Così «certi egoismi e certe tensioni potrebbero trovare un antidoto».
A.Pin.
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