gazzareporter
In queste fredde sere di gennaio la luna piena ha dato spettacolo e, in tanti, si sono sbizzarriti, dalla pianura alla montagna, passando per la città, ad immortalarla. Davvero particolari le immagini scattate ieri sera, martedì 14 gennaio, nei pressi di Madonna Prati di Busseto da Demetrio Bergamaschi delle storiche Cantine Bergamaschi di Samboseto. Mentre faceva ritorno a casa si è accorto della particolarità del cielo ed ha scattato alcune immagini con un risultato singolare e sorprendente. Sembra infatti di scorgere il muso di un lupo. Effetto ottico o cosa? E’ quello che si è immediatamente chiesto e lo stesso interrogativo lo hanno sollevato gli amici ed i familiari a cui ha mostrato le foto.
Senza entrare nel merito va comunque evidenziata una curiosità. Infatti la luna piena di gennaio è definita anche luna del lupo. Infatti nel freddo e nella neve che caratterizzano di solito il cuore dell'inverno, i branchi di lupi ululavano affamati nei pressi dei villaggi indiani: da qui il nome della Luna Piena di gennaio. A volte la Luna di gennaio veniva chiamata anche Luna della Neve, un nome che la maggior parte dei Nativi davano alla Luna successiva di febbraio. La tribù dei Seneca nell'America settentrionale, crede che un lupo abbia dato alla luce la luna attraverso degli ululati al cielo. In Giappone, invece, a gennaio si festeggia il dio Lupo, Ooguchi Magami: una bestia mitologico divinizzata perché proteggesse i raccolti dagli attacchi di cervi e cinghiali. Per i sassoni, gennaio è il Wulf-monath ovvero il <mese del lupo>. I Sioux hanno chiamato il plenilunio di gennaio <la luna in cui i lupi corrono insieme>. Questa misteriosa creatura è spesso vista come un simbolo di lealtà e protezione in molte culture. La luna piena di Gennaio è detta quindi anche Luna del Lupo, oppure Luna del Grande Inverno, Luna dei Ghiacci, Vecchia Luna. Secondo i celti, inoltre, il lupo è infuso di potere lunare, che si riferisce alla sua capacità di fiutare intuizioni o conoscenze nascoste e di scovare fonti di pericolo inaspettate. In alcune leggende, il lupo ingoia addirittura il sole per potersi così crogiolare nel traboccante potere della Luna. Nei tempi in cui l'uomo viveva a contatto con la natura dopo una faticosa e fredda giornata, usava riunirsi attorno al focolare ma il crepitio del fuoco e il silenzio delle enormi distese di neve circostanti, venivano interrotti dal minaccioso ululato dei lupi e le famiglie si stringevano intorno. Gli esseri umani potrebbero avere così iniziato ad associare questi animali alla luna perché vivono molto di notte, il secondo motivo è quello che ha a che fare con la protezione della famiglia e lo spirito di solidarietà tipico dei lupi che vivono in branchi, e che restano insieme per tutta la vita. Il 16 gennaio, invece, sarà Marte ad avere la scena. Il pianeta sarà infatti all’opposizione, vale a dire che sarà allineato sia con la Terra sia con il Sole e di conseguenza apparirà nel cielo più grande e più luminoso. Il pianeta rosso sarà visibile per l’interna notte alla sua massima luminosità e si troverà anche alla minima distanza dalla Terra, che in questa occasione sarà di circa 96 milioni di chilometri, rilevano gli astrofili della Unione Astrofili Italiani. Fra gli altri pianeti, Giove sarà ancora visibile a lungo e molto luminoso nella costellazione del Toro, vicino alla stella Aldebaran, mentre Saturno sarà visibile solo nelle prime ore dopo il tramonto del Sole. In gennaio sarà più facile ammirare Venere perchè raggiungerà l’intervallo di tempo più lungo per poterlo osservarlo nelle prime ore della notte e che per tutto il mese tramonterà circa quattro ore dopo il Sole. Ancora Venere apparirà nel cielo molto vicina a Saturno, in una congiunzione suggestiva: nelle sere del 19 e del 20 gennaio i due pianeti si troveranno infatti alla minima distanza. Sullo sfondo ci saranno le costellazioni invernali: guardando verso Est nelle prime ore della notte sarà possibile vedere il Cancro e il Leone, verso Ovest l’Ariete e i Pesci. La protagonista del cielo invernale è sempre la costellazione di Orione, il cacciatore accompagnato in cielo dai suoi due cani, ossia le costellazioni del Cane Maggiore con Sirio, la stella più brillante del cielo invernale, e del Cane Minore, nella quale brilla Procione
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata