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Felinese 67enne acquista online un motore rigenerato per l'auto ma è una truffa e perde 550 euro. Denunciato 27enne italiano

Sala Baganza: acquista un motore rigenerato per la propria auto trovato su internet ma e’ una truffa e perde 550 euro. Denunciato 27enne italiano

04 Gennaio 2026, 10:12

Si è conclusa con una denuncia alla Procura della Repubblica di Parma la tempestiva indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Sala Baganza. Sulla base degli elementi raccolti finora, e fatto salvo il principio di innocenza fino a sentenza definitiva, un 27enne italiano è stato denunciato nei giorni scorsi, poiché ritenuto il presunto responsabile di una truffa perpetrata online.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dell'Arma, nei primi giorni di dicembre una 67enne residente a Felino è rimasta vittima di una truffa sul web mentre cercava di acquistare un "motore rigenerato" per la sua autovettura, adocchiato su un sito internet.

L'annuncio pubblicato, apparentemente riconducibile ad un’officina specializzata e fisicamente ubicata nel nord Italia, proponeva un motore rigenerato dei meccanismi principali, compatibile con quello della sua auto, ad un prezzo decisamente concorrenziale di 550 euro rispetto alle altre offerte presenti online. Questa cifra allettante ha immediatamente catturato l’attenzione dell’internauta.

Dopo aver preso contatti con il venditore tramite il numero di cellulare indicato sul sito internet, l'acquirente ha chiesto ulteriori dettagli e chiarimenti.

Nel corso della conversazione telefonica, i due hanno discusso delle caratteristiche tecniche del motore, dei chilometri effettivamente percorsi e di altri aspetti rilevanti, concordando infine il prezzo inizialmente previsto di 550 euro.

Convinta della genuinità delle informazioni ricevute e rassicurata dal fatto che il venditore avesse un'officina realmente esistente sul territorio, la 67enne ha effettuato un bonifico di 550 euro sull'IBAN fornito dal sedicente venditore, inviandogli contestualmente la copia della ricevuta come prova dell'avvenuto pagamento.

Fiduciosa nell'imminente spedizione del motore, la 67enne ha però iniziato a insospettirsi quando, nella data prevista, nessun corriere si è presentato presso la sua abitazione.

Ha quindi provato ripetutamente a contattare il venditore al numero di cellulare, ma il telefono è sempre risultato spento o irraggiungibile. A quel punto, ha deciso di approfondire la questione, cercando invano ulteriori riferimenti telefonici o online dell’officina.

Ormai consapevole di essere stata vittima di una truffa, alla signora non è rimasto altro che rivolgersi alla caserma dei Carabinieri di Sala Baganza, dove ha sporto denuncia, consegnando ai militari tutti i documenti relativi al pagamento effettuato e alla transazione online.

I Carabinieri hanno immediatamente avviato le indagini, intraprendendo la cosiddetta "pista digitale". Grazie ad un lavoro certosino di analisi e di incrocio dei dati, sono riusciti a rintracciare l’intestatario della linea telefonica utilizzata dal presunto truffatore. Tuttavia, l'intestatario è risultato essere un prestanome, di fatto inesistente, rendendo più complessa l'identificazione del responsabile.

L’attività investigativa ha avuto una svolta positiva grazie alla preziosa collaborazione con l’istituto di credito presso il quale erano confluiti i 550 euro del bonifico. Questa collaborazione ha permesso di individuare l’intestatario del conto corrente, la data di apertura del conto e i documenti esibiti al momento dell'apertura. Queste informazioni sono state fondamentali per risalire all'identità del presunto autore del raggiro.

Questa approfondita attività investigativa ha portato all'identificazione di un 27enne italiano residente fuori provincia, risultato gravato da plurimi precedenti specifici per reati analoghi che è stato infine denunciato all’Autorità Giudiziaria.

È doveroso sottolineare che l’indagato è, allo stato attuale, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione sarà valutata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale, definendosi solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

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