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Bernabè ripercorre i suoi ultimi anni: "Bisogna continuare a lottare e non arrendersi. L'oro olimpico nel 2024? Ho ancora i brividi"

Il giocatore è stato intervistato dal sito dell'ambasciata di Spagna in Italia

Bernabé in cattedra, Pellegrino segna e lotta

24 Febbraio 2026, 13:19

Adrián Bernabé fra Barcellona, Manchester e Parma, fra risultati sportivi e scelte culinarie: il giocatore si confessa a tutto tondo in un'intervista sul sito dell'ambasciata di Spagna in Italia. Nell'articolo a cura di Francesco Maria Menghi. 

Bernabé è arrivato a Parma nel 2021: «La città mi è subito piaciuta e sono stato accolto benissimo fin dal primo momento», racconta. Un impatto sereno, in una realtà che negli anni si è rivelata perfetta per la sua crescita, non solo sportiva ma anche personale. L'operazione al cuore è stata la sfida più difficile ma l'atleta ha superato tutto con determinazione. Oggi il messaggio che sente di lanciare è chiaro: «Bisogna continuare a lottare e non arrendersi. Nessun problema è così grande da giustificare la resa». 

Tra Manchester e Parma: a Bernabè viene chiesto un confronto fra stili di vita. «Sono stili di vita molto diversi - spiega -. Manchester è fredda, non solo per il clima ma anche per il carattere delle persone». Parma, invece, è speciale, non solo per le soddisfazioni professionali ma per la qualità della vita. «Italia e Spagna si somigliano per molti aspetti. Mi sento più vicino al modo di vivere italiano», dice Bernabè. Che però su un'isola deserta si porterebbe... il jamon iberico. 

Tornando allo sport, Bernabè spiega che l’oro olimpico a Parigi 2024 con la nazionale spagnola è stato il capitolo più emozionante della sua carriera, quando ne ha parla - sottolinea - "ho ancora i brividi". La medaglia, oggi conservata a Barcellona, è «in perfette condizioni» e custodita con cura. Ma più dell’oggetto conta il ricordo che rappresenta. Se potesse immortalare un solo istante, Bernabé sceglierebbe il fischio finale dell’ultima partita: «Siamo corsi verso l’angolo dello stadio dove c’erano le nostre famiglie. Eravamo pochi contro sessantamila tifosi francesi. Vedere i nostri genitori piangere di gioia è stato il momento più emozionante della mia vita».

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