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Politica

Quirinale, conclusa la sesta votazione: un'altra fumata nera, 445 astenuti e 336 voti per Mattarella

Sergio Mattarella

28 Gennaio 2022,09:04

Niente da fare anche dopo la sesta votazione per l'elezione del presidente della Repubblica. L'astensione del centro destra e la scheda bianca della sinistra hanno portato ad un'altra fumata nera. Gli astenuti effettivi sono stati 445. Mattarella ha ricevuto  336 voti.

Sesta votazione

Si è conclusa la sesta votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai delegati regionali per eleggere il presidente della Repubblica. Al banco della presidenza non ci sono i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico e Elisabetta Alberti Casellati ma il vicepresidente Fabio Rampelli. Il quorum richiesto è quello della maggioranza assoluta dei componenti del Collegio.  

I grandi elettori del centro destra si astengono e non riceveranno la scheda mentre il centro sinistra ha scelto la scheda bianca.

La presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati ha ottenuto meno di 400 voti nel corso del quinto scrutinio per l’elezione del Capo dello Stato. Il quorum necessario per essere eletti è pari a 505 voti. Alle 17 di nuovo in Aula per la seconda chiama, decisa questa mattina.

Il muro contro muro della mattinata

 E’ muro contro muro tra gli alleanti della maggioranza di governo sulla candidatura di Elisabetta Casellati. Pd, M5s, Leu e Iv si astengono e decidono di disertare l’incontro chiesto stamattina da Matteo Salvini. «Oggi abbiamo fatto la massima proposta possibile dopo il presidente Mattarella», sostiene il leader della Lega che insieme agli alleati di centrodestra sottolinea il profilo istituzionale del presidente del Senato. Anche Silvio Berlusconi scende in campo con una dichiarazione per chiedere «ai parlamentari di tutti gli schieramenti, per chiedere loro di sostenere Casellati».
«Noi non partecipiamo a questo atto di forza, a queste conte sulle cariche istituzionali» ribatte il presidente M5s al termine del vertice con Letta e Speranza nel quale si mette a punto una strategia anti-franchi tiratori: i grandi elettori del centrosinistra non entrenno nella cabina di voto ma, entrando in Aula, dichiarano alla presidenza di non ritirare la scheda. Lo spoglio, dunque, servirà a misurare il peso del centrodestra e sarà fondamentale per decidere come andare avanti. Se insistere, nella seconda votazione della giornata, su Casellati, cambiare candidato ma sempre di area o tornare a sedersi al tavolo della maggioranza per trovare un candidato condiviso. «Mi auguro che il presidente del Consiglio possa continuare a fare bene il premier. Non pongo veti a nessuno», dice Salvini con parole che vengono lette in controluce per capire se è un ammorbidimento rispetto all’elezione di Mario Draghi.
Con la votazione in corso, il Pd si indigna definendo «del tutto inopportuno che la presidente Casellati nello spoglio odierno co-presieda lo scrutinio delle schede, di fatto controllando i voti per sè stessa». E ricordando come «nel 1992, quando Oscar Luigi Scalfaro si trovò in analoga condizione, si astenne dal presiedere lo scrutinio lasciando il compito al vicepresidente Rodotà». 

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • marcuse2000

    28 Gennaio 2022 - 21:00

    Occorrono belloni di nome e di fatto: Renzi e Salvini son proprio brutti (Renzi poi non ha nemmeno l'età). Crosetto troppo macho, Casini troppo di Bologna (e troppo discendente da una nobile famiglia bavarese). Cassese troppo laureato. Berlusconi troppo (in tutto). Belloni splendida, splendente: compromissoria. Andreottiana. E piace a Draghi. Roma caput mundi.

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