LA GUERRA IN UCRAINA
21.20 Il dipartimento di Stato americano ha avverito che tutti i cittadini che si recheranno in Ucraina, compresi quelli che prenderanno parte ai combattimenti, corrono un rischio molto reale di essere catturati o uccisi. Il portavoce, Ned Price, ha inoltre sottolineato che Washington «potrebbe non essere in grado di organizzare l’evacuazione» di americani dall’Ucraina nel caso fosse necessario.
21.00 Nuovi bombardamenti russi da nord-est sono in corso sulla città portuale ucraina di Mykolaiv sul mar Nero, a nord della Crimea. Lo afferma su Telegram il governatore regionale, Vitaly Kim.
19.15 L’accesso a Instagram in Russia sarà definitivamente bloccato a mezzanotte del 14 marzo. Lo annuncia la Tass citando il regolatore russo dei media Roskomnadzor. «Poichè gli utenti attivi di Instagram avranno bisogno di tempo per copiare le proprie foto e video su altri social network, per avvisare i propri contatti e iscritti, Roskomnadzor ha deciso di completare la procedura di blocco dell’accesso a Instagram alle 00 del 14 marzo, concedendo 48 ore di un periodo di transizione», ha scritto Roskomnadzor sul suo canale Telegram.
19.05 «Per la prima volta dalla Seconda Guerra mondiale le persone uccise in Ucraina vengono seppellite in fosse comuni». lo ha detto l’inviato ucraino all’Onu, Sergiy Kyslytsya durante una riunione del Consiglio di Sicurezza.
18.55 «Oggi abbiamo avviato il blocco dei canali Youtube in tutta Europa di RT (Russia Today, ndr) e Sputnik». Lo annuncia Youtube in una nota. «Da quando la Russia ha cominciato la sua invasione in Ucraina - spiega il comunicato - ci siamo concentrati nel rimuovere contenuti che violavano (i termini di servizio) e nel connettere le persone a notizie e informazioni verificate». Youtube annuncia anche che continuerà a monitorare da vicino la situazione e a condividere gli aggiornamenti appena disponibili.
18.40 Finora nella regione di Kharkiv sono stati uccisi 201 civili, tra cui almeno 11 bambini. Lo riporta il Kyiv Independent citando fonti della polizia locale, secondo cui solo nelle ultime 24 si sono registrate 10 vittime (3 i bambini) tra i civili.
Per cercare di fermare la guerra in Ucraina, l’Europa è pronta ad intensificare le sanzioni contro Mosca. «Abbiamo avuto tre pacchetti di misure. Adesso dovremo andare avanti con un quarto, che isoleranno ulteriormente la Russia dal sistema economico globale e faranno pagare un prezzo ancora più chiaro dell’invasione di Putin», ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen al termine del summit informale dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea a Versailles.
'Non siamo in guerra con la Russia sul terreno. Ma se la cose continuano così sul piano militare prenderemo sanzioni ulteriori', ha aggiunto il presidente francese Emmanuel Macron. Sul tema della sanzioni è intervenuto da Versailles anche il presidente del Consiglio Mario Draghi. «Sono molto pesanti e sono state adottate da tutti senza esitazioni. Possono essere anche più pesanti, l’importante è essere consapevoli che hanno un impatto su famiglie e imprese e, soprattutto, per il mantenimento della loro produzione», ha detto. «Dobbiamo colpire l'economia russa e fare in modo che Putin abbia sempre meno risorse per finanziare questa guerra», ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a margine del forum diplomatico di Antalya in Turchia.
E di sanzioni ha parlato anche il presidente della Camera Roberto Fico. «Per difendere la democrazia, a qualcosa bisogna rinunciare. Le sanzioni ? Sono giuste, e per me vanno anche inasprite, ma l’Ue deve fare fronte con progettualità rispetto alle sanzioni già varate. E’ chiaro che porteranno degli scompensi economici anche nel nostro Paese - ha aggiunto Fico - però l’Ue può e deve far fronte con progettualità. Per lottare per la democrazia e la libertà - ha concluso il presidente della Camera, a qualcosa bisogna rinunciare».
Sul piano militare la vice presidente americana Kamala Harris ha annunciato che «ci sono 2.000 soldati americani pronti a difendere la Nato» e ha aggiunto che Putin non ha mostrato segni di volersi impegnare in una seria diplomazia.
Il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov denuncia intanto che le forze russe si stanno preparando a sparare dall’Ucraina contro il territorio della Bielorussia con l'obiettivo di trascinare Minsk nel conflitto. Secondo alcune fonti, i bombardamenti sarebbero già iniziati. Le forze armate ucraine parlano di «provocazione» e il Parlamento di Kiev assicura che l’esercito ucraino non ha pianificato nè prevede di intraprendere azioni aggressive contro la Bielorussia.
Il presidente ucraino Zelensky ha avuto un colloquio con il suo omologo finlandese Sauli Niinisto: «Abbiamo parlato delle prospettive per i negoziati di pace. Dobbiamo fermare la guerra insieme. Grazie alla Finlandia per il supporto all’Ucraina nella lotta contro l’aggressione. Questo è più importante che mai. Dobbiamo essere uniti per mettere fine alla catastrofe umanitaria causata dalla Russia», ha detto Zelensky. Anche la Spagna è disposta, in caso di necessità, a inviare più armi all’Ucraina, ha affermato il ministro degli Esteri Josè Manuel Albares.
Vladimir Putin parla di progressi nei negoziati e le borse europee si infiammano. Ma l’attacco russo prosegue, si è esteso nella notte verso ovest avvicinandosi ai confini con la Polonia e nuove sirene antiaereo suonano in pieno giorno a Kiev. Secondo i servizi di intelligence britannici è probabile una nuova offensiva sulla capitale. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenksy in un videomessaggio parla invece di «svolta strategica raggiunta» e aggiunge: «Siamo già sulla strada per la vittoria». Domani è previsto un suo collegamento con la manifestazione a Firenze e oggi è tornato a chiedere all’Ue azioni «più forti» contro la Russia.
La Nato, con il segretario generale Jens Stoltenberg, afferma di non volere una guerra con la Russia nè un’estensione del conflitto al di là dell’Ucraina, mentre l’Ue ha stanziato altri 500 milioni di aiuti militari per l’Ucraina. La presidente della Commissione Ursula Von der Leyen ha ribadito che l’Europa è fermamente a fianco di Kiev e ha annunciato 300 milioni per l'assistenza macro-finanziaria, primo pagamento in un pacchetto da 1,2 miliardi. «Oggi, di fronte all’invasione in Ucraina e alle sue conseguenze umanitarie ed economiche, servono ancora forza e rapidità», ha twittato il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni.
Secondo Putin, l’economia russa è sotto «pesante attacco», ma il Cremlino ritiene che non ci siano le condizioni per un default. Quanto alle trattative «nessuno esclude» un incontro tra Putin e Zelensky, i quali «si dovrebbero incontrare per ottenere qualche risultato», riferisce sempre il Cremlino citato dalla Tass. Putin, poi, rivolgendosi al presidente bielorusso Lukashenko, ha detto che «alcuni progressi sono stati compiuti nei colloqui con l’Ucraina. Senza dubbio, ti informerò sulla situazione in Ucraina, in primo luogo sull'andamento attuale dei negoziati che vengono condotti praticamente su base giornaliera. Come mi hanno riferito i nostri negoziatori, c'è stato qualche sviluppo positivo».
Ma la guerra continua: è salito ad almeno quattro morti e sei feriti il bilancio dell’attacco russo all’aeroporto di Lutsk, nella regione nord-occidentale di Volyn, secondo quanto riporta l'agenzia ucraina Unian. Missili e cannonate sono stati segnalati anche su Ivano-Frankivsk, un centinaio di chilometri a sud di Leopoli. Il municipio di Kiev, dove suono risuonate le sirene, ha invitato i cittadini a nascondersi nei rifugi: dal Pentagono si apprende che le forze russe si sono avvicinate di 5 km nelle ultime 24 ore alla capitale e da foto satellitari mostrate da Cnn emerge che il maxiconvoglio lungo 60 km si è 'dispersò e redistribuito in aree circostanti.
Il ministro della Difesa russo Serghei Shoigu ha annunciato che ci sono 16mila volontari, soprattutto dal Medio Oriente, pronti ad arruolarsi nel Donbass. Il consigliere di Zelenski Mykhailo Podolyak li definisce «combattenti dell’Isis da usare contro i civili ucraini» e prosegue: «Ingaggiare l’Isis e la propaganda russa sulle armi chimiche testimonia il tentativo di portare in Ucraina uno 'scenario sirianò».
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