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Bonatti Spa

Gas da Libia e Algeria, anche Parma in prima linea

L'azienda parmigiana accresce business e servizi

Gas da Libia e Algeria, anche Parma  in prima linea

21 Febbraio 2023, 12:09

L'Italia cerca nuove fonti di approvvigionamento del gas e Parma è in prima linea nello scenario in Nordafrica. Le recenti visite della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ad Algeri e a Tripoli hanno evidenziato il ruolo strategico del gas proveniente dai giacimenti dei due Paesi. E Parma c'è, attraverso il lavoro della Bonatti: presente in Libia dal 1978 e in Algeria dal 1999, è una delle principali imprese italiane operative sulla sponda sud del Mediterraneo, fra i protagonisti del boom di produzione di gas naturale. Un'attività in decisa espansione per la Bonatti, i cui manager esprimono forte fiducia per il futuro. Il 2022 è stato positivo, con dati superiori a quelli del business plan quinquennale varato lo scorso giugno.«La fiducia nel futuro - spiega l'amministratore delegato Andrea Colombo - ci viene da circa un miliardo e 60 milioni di acquisito nel 2022, quindi di commesse che si svilupperanno nei prossimi anni. Abbiamo un numero ampio di opportunità per il 2023, che ci fa ben sperare di continuare questo trend». I dati sono in via di analisi in queste settimane ma il cfo Corrado Chiesa può già anticipare «revenues che superano i 700 milioni di euro e un Ebitda che si attesterà sopra gli 80 milioni. Dal punto di vista finanziario c'è un miglioramento della posizione finanziaria netta. Il 2023 è in crescita sui ricavi e sullo stesso piano. Le acquisizioni hanno superato ampiamente il budget del '22 e avranno ricadute importanti sul 2023 e 2024 nei ricavi. L'obiettivo è arrivare al 2026 con un miliardo di fatturato».

Consolidamento in Algeria

«L'Algeria è il Paese che ha negli ultimi anni ha dato più continuità, sia in termini di volume che di attività», continua Colombo. Specializzata in progetti Epc (engineering, procurement, construction), pipeline e nella manutenzione di impianti, Bonatti ha proprio nel cuore del deserto algerino - per la precisione nella città «petrolifera» di Hassi Messaoud - la «culla» delle sue applicazioni dedicate alla produzione di idrocarburi. Gli asset principali sono i «sistemi di pompaggio multifasico». Si tratta di impianti capaci di massimizzare la produzione dei giacimenti (gestendo un composto «multifasico» costituito da petrolio, gas naturale, acqua e parti solide) lavorando fino al 99,9% di materia gassosa. All'inizio di quest'anno, rispondendo alla richiesta crescente di questo tipo di applicazioni da parte dei suoi clienti, l'azienda Bonatti ha in funzione il 95% della sua flotta di «sistemi di pompaggio multifasico»: 53 sistemi pompanti installati su più field di diversi operatori, con una capacità produttiva complessiva di oltre 200mila barili giorno di petrolio e 8 milioni di standard metri cubi di gas. Questi sistemi di pompaggio sono di proprietà della Bonatti e costituiscono il cuore di un servizio chiavi in mano capace di mettere a fattor comune tutto il know-how dell’azienda. L'azienda spiega che ogni installazione, infatti, consiste nell’esecuzione di un piccolo progetto Epc che parte dall’analisi del reservoir, per verificare in coordinamento con i tecnici del cliente la tipologia di applicazione più adeguata alle condizioni del pozzo, e termina con lo start-up delle macchine.
«Ogni applicazione viene “cucita su misura” per le esigenze del singolo giacimento - aggiunge l'azienda - e Bonatti è in grado di mettere in campo sistemi di pompaggio che, a seconda della “taglia”, utilizzano tecnologie di diverso tipo. La mobilitazione degli equipment e di tutti i materiali accessori è estremamente rapida, grazie alla capacità logistica di Bonatti in Algeria ed all’approccio fortemente modularizzato con cui sono ingegnerizzate le soluzioni». Non solo. Una volta che ha avviato le pompe, la Bonatti ne garantisce la continuità e l’efficienza di funzionamento con attività di gestione e manutenzione (operation & maintenance) 24 ore su 24, per tutta la durata del contratto. Ogni macchina è collegata via satellite alle sale di controllo: i tecnici dell'azienda parmigiana ne monitorano costantemente il funzionamento e i livelli di produzione. E alle società petrolifere non resta che controllare le prestazioni e il rendimento dei giacimenti.

Produzione ottimizzata e servizi alle imprese

«Il successo dei “sistemi di pompaggio multifasico” in Algeria - spiega l'azienda - è dovuto principalmente alla flessibilità di questo tipo di applicazioni, che trova grande efficacia nei cosiddetti pozzi remoti o marginali, spesso non redditizi se sviluppati con sistemi tradizionali, e per operazioni di early production (ovvero messa in produzione rapida di un giacimento ancora prima di costruire impianti più complessi) o ancora per regolare situazioni di abbassamento o sbalzo di pressione in reti esistenti». Sul piano ambientale, inoltre, le applicazioni di «sistemi di pompaggio multifasico» consentono di evitare il flaring, cioè la combustione di gas in torcia (l'immagine tipica delle aree petrolifere, spesso avvolte da dense coltri di fumo).
Ultima, ma non meno importante, è la struttura economica di questo tipo di business, che consente alle compagnie petrolifere di evitare spese in conto capitale, concentrando il focus esclusivamente sui costi operativi. I principali clienti che in Algeria si avvalgono dei «Well Production Services» di Bonatti sono le maggiori società operative nel Paese impegnate nel settore dell’energia. All’azienda di stato Sonatrach si aggiungono presenze storiche come Eni, Oxy (ex Anadarko) e Pertamina, attualmente tutte impegnate in elevati ritmi di produzione volti a far fronte alla domanda europea di idrocarburi. «Gli investimenti soprattutto in pompaggio multifasico risalgono al 2017. Abbiamo superato gli 80 milioni di euro di investimenti in questi asset», spiega Chiesa. Ora con l'Opec che ha rialzato la capacità produttiva dell'Algeria e con la ricerca di nuove fonti di gas e petrolio da parte dell'Europa, il rafforzamento delle compagnie petrolifere si riflette in maggiore lavoro anche per la Bonatti, i cui asset - aggiunge il cfo - possono arrivare al 100% di utilizzo. «Siamo presenti in tutti i maggior giacimenti dell'Algeria e copriamo una zona geograficamente molto ampia - puntualizzano Colombo e Chiesa -. Nella città di Hassi Messaoud, il principale distretto petrolifero, siamo presenti in modo forte, con una base importante, un'area industriale e dei centri di controllo in cui riusciamo a controllare le nostre pompe. In Algeria abbiamo il 96-97% di manodopera locale», comprese figure di alto livello e responsabilità.

L'impegno in Libia e il «ritorno» in Italia

Quanto alla Libia, l'ad ricorda che «è il primo Paese in cui c'è stata l'espansione all'estero per Bonatti, con la costruzione di opere significative». Ma dalla Primavera araba in poi l'instabilità ha pesato. «Bonatti ha comunque mantenuto una continuità dei lavori - aggiunge - principalmente di manutenzione e gestione di impianti in Libia ma negli anni più recenti non ci sono state grandi nuove iniziative. Le iniziative partite prima della rivoluzione sono state completate e abbiamo deciso di rimanere nel Paese rispettando gli impegni. Nel 2022 c'è stata una prima ripartenza: siamo stati assegnatari di un progetto esecutivo Epc per lo sviluppo di un nuovo campo e questo fa sperare per gli sviluppi futuri».
Oggi l'attività della Bonatti è concentrata, con i suoi servizi, nell’area occidentale del Paese. Anche qui la società esprime il suo know-how a livello di progetti Epc e manutenzione di impianti sui principali field controllati da Noc Libya. È infatti recentissima l’acquisizione di uno dei primi progetti Epc che vedono la ripartenza dello sviluppo dei giacimenti della Tripolitania, in particolare nel Bacino di Hamada. Qui, a circa 200 chilometri a sud di Tripoli, la Bonatti contribuirà all’incremento della produzione di idrocarburi con lo sviluppo di un nuovo sistema di raccolta per i principali giacimenti dell’area sviluppati da Nafusah Oil Operation, una controllata di Noc. Prosegue, infine, l’impegno sugli impianti di trattamento e compressione dedicati alla fornitura di gas alle principali centrali elettriche del Paese e all’esportazione.
Guardando al futuro, «una delle nostre linee strategiche nel business plan è la volontà di un ritorno in Italia e in Europa - dice Colombo -. In Europa abbiamo avuto un'acquisizione importante per centrali in Germania. In Italia nel 2022 i primi lavori con Enel in due centrali. Adesso vogliamo tornarci in modo più importante con lavori di impiantistica e, in futuro, di pipeline per agevolare l'approvvigionamento di gas. Siamo fiduciosi per i prossimi mesi». «Ci auguriamo di essere fra i principali attori del famoso Piano Mattei - conclude Chiesa - con cui si svilupperà la famosa dorsale adriatica».

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